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Cluster cacao e cioccolato: il padiglione più goloso di Expo 2015

Volenti o nolenti, domani apre EXPO Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” e non ci sarà più tempo per le polemiche, i ritardi, le inchieste. Per i prossimi sei mesi “the show must go on” e, continuando con le citazioni, “comunque vada sarà un successo!”. Noi (che vi vogliamo bene!) abbiamo deciso di aprire in dolcezza l’EXPO parlandovi di quello che, senza tema di smentite, sarà uno dei padiglioni più visitati: il Cluster cacao e cioccolato.

Cluster cacao e cioccolato EXPO milano 2015 sale & pepe Cascina cuccagna un posto a milano ernst knam marco bianchi eurochocolate

Alla Expo, i cluster ospitano realtà di piccole nazioni (almeno a livello economico) che singolarmente non avrebbero avuto possibilità di partecipare. Per la prima volta i cluster non saranno organizzati per regioni (Africa, Asia, ecc..) ma per filiere di prodotti, e in tutto saranno nove: riso, cacao e cioccolato, caffè, frutta e legumi, spezie, cereali e tuberi, bio-mediterraneo, isole mare e cibo, zone aride.

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Senza nulla togliere agli altri cluster e ai vari padiglioni nazionali, probabilmente ogni singolo visitatore di EXPO 2015 passerà o vorrà passare per questo spazio perché il cioccolato non ha target, piace a tutti, senza distinzioni di sesso, età, ed estrazione sociale.

Per potervi raccontare di questo cluster, siamo stati ad un evento di presentazione organizzato da Sale&Pepe nei bellissimi spazi di Un posto a Milano presso Cascina Cuccagna. Ad aprire la giornata, interamente dedicata al cioccolato, la direttrice di Sale & Pepe Laura Maragliano ed Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolate ed Official Content Provider del Cluster (mentre gli altri cluster sono firmati da una grande azienda del settore – ad esempio Illy per il caffè – per il cioccolato non c’è stata una main sponsorship.

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Eugenio Guarducci ne ha approfittato per fare da cabina di regia, riuscendo a coinvolgere diversi più soggetti per i 6.000 mq – tra spazi interni ed esterni – di estensione del più grande tra i cluster). Per capire il livello della giornata, tra gli ospiti intervenuti c’erano un certo Ernst Knam (dicono se la cavi col cioccolato) e tale Marco Bianchi, dei quali vi parleremo più avanti in post dedicati.

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Il cacao ha una sua storia e una sua origine, che va a braccetto con quella del cioccolato, ma non vi si sovrappone. Per questo motivo, visto che all’inizio il Cluster era cacao, Guarducci ha convinto i responsabili di EXPO ad aggiungere il cioccolato. L’allestimento del padiglione è ispirato ad una piantagione di cacao, e ogni spazio è dedicato a un paese produttore (Camerun, Costa D’Avorio, Cuba, Gabon, Ghana, Sao Tomè Principe). Purtroppo non sono rappresentati tutti i paesi, mancano ad esempio Malesia, Vietnam, Venezuela ed Ecuador, solo per citarne alcuni. Nel cluster è presente però anche un Teatro, che riequilibrerà la geografia del cacao con appuntamenti dedicati ai paesi mancanti. Sono già previsti più di 600 eventi e il numero è destinato a salire.

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Tra gli stand, il 4 sarà gestito da Pernigotti con una gelateria “live” che utilizzerà i diversi cacao del cluster, lo stand 8 sarà affidato a Lindt, il 9 ai distretti italiani del cioccolato (Torino, Perugia e Modica) e comprenderà 51 aziende della piccola e media impresa. Il 12 sarà lo street stand, con proposte di street food al cioccolato (ci sarà anche Domori tra questi) mentre lo stand 2 ospiterà mostre open-air: uno storytelling della filiera del cacao e un racconto fotografico di Martin Parr (ag. Magnum / Contrasto) dedicato al cacao e al cioccolato. Sparse si trovano anche alcune aree satellite gestiste, ad esempio, da Perugina e Caffarel.

Ad un’estremità è presente uno spazio che affaccia sull’acqua, che contiene spazi più intimi per trovarsi a discutere sul roof garden. Sulla sponda del corso d’acqua sarà possibile sedersi su cubi a forma di blocco di cioccolato.

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L’intervento di Eugenio Guarducci non ha riguardato solo il cluster, ma è stata l’occasione anche per qualche spunto di riflessione sul cioccolato. Di norma il cacao è coltivato da nuclei familiari che convogliano il raccolto a piccole cooperative locali che poi vendono a grandi gruppi di acquisto. Il paradosso è che il cacao non diventa cioccolato nei luoghi di produzione, ma lontano, in Europa ad esempio, e una volta completata la filiera di produzione ha un costo talmente elevato che le popolazioni locali produttrici di cacao non possono più permettersi il cioccolato! Il sogno di Guarducci è quello di aprire a San Pedro, il principale porto della Costa d’Avorio da cui partono le fave di cacao, un piccolo stabilimento produttivo destinato principalmente al consumo locale.

L’economia del cacao sta subendo profondi cambiamenti legati alle economie emergenti. Oggi il consumo di cioccolato procapite in Cina è di 70 grammi/anno, contro una media Europa di 7 kg e mezzo (4 kg e mezzo per l’Italia; 12 kg per la Svizzera). La traiettoria di crescita indica che in 10 anni la Cina decuplicherà il suo consumo, ridisegnando l’economia del settore. L’aumento della domanda porterà ad un aumento dei costi, e il cioccolato diventerà quasi un bene di lusso, se non si interviene rapidamente sulle piantagioni.

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Nei paesi produttori attualmente i contadini guadagnano di più con le banane che con il cacao, quindi si stanno orientando più su quelle; l’industria paga ai contadini le fave di cacao 1,30 euro al kg, i frutti sono aperti col machete, svuotati ed essiccati sui tetti al sole girandoli tre/quattro volte al giorno e poi messi in sacchi da 50 kg e spediti in Europa dove il prezzo sale in maniera esponenziale. Bisogna quindi incentivare le coltivazioni di cacao per far fronte a una domanda mondiale sempre crescente.

Quando nel 1994 nacque Eurochocolate, il consumo procapite in Italia era di 2 kg all’anno; in 10 anni i consumi sono più che raddoppiati. Eurochocolate ha aiutato a togliere i dogmi sul cioccolato e a sfatare alcuni falsi miti. Ricordate lo slogan Ferrero “+ latte, – cacao”? con questa semplice e apparentemente innocente frase, Michele Ferrero per 40 anni ha veicolato un messaggio inconscio alle massaie, indotte a pensare che il cioccolato potesse fare male, dato che una prestigiosa azienda ne riduceva la quantità nei suoi prodotti a favore del latte. L’attenzione e la conoscenza portata da Eurochocolate negli anni hanno portato a una maggiore consapevolezza delle qualità del cacao e del buon cioccolato. Il cioccolato non è qualcosa di trasgressivo, o solo per occasioni e ricorrenze particolari. Eurochocolate ha stimolato la nascita di tanti piccoli artigiani e li ha valorizzati.

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In Italia abbiamo la grande capacità di abbinare il cioccolato a prodotti d’eccellenza: i pistacchi di Bronte, la nocciola IGP del Piemonte, le mandorle di Avola, ma anche grappe e distillati. Abbiamo davvero una marcia in più!!!

A conclusione dell’intervento abbiamo assistito alla proiezione di un filmato con protagonista Vittorio Castellini, giornalista gastronomade, noto anche come Chef Kumalé (in piemontese “come va?”).

Mentre si cimenta nella preparazione del Mole Poblano, piatto messicano a base di tacchino e cioccolato, ci racconta delle origini del cacao e del cioccolato. Il cioccolato come lo conosciamo oggi ha una origine recente, mentre la fava di cacao è antichissima. Il cacao era usato dalle civiltà precolombiane come moneta (più le fave erano grandi e regolari e più valevano; ma le fave venivano anche pressate insieme in una sorta di carta moneta), spezia, in riti e cerimonie (in queste ultime ad esempio si mescolavano sangue e cacao, tradizione poi rimasta ad esempio nel sanguinaccio), in bevande (in primis la atole, a base di cacao e mais) e in medicina, come stimolante. Il cacao venne prima utilizzato in piatti salati che in piatti dolci: ancora oggi è utilizzato nelle ricette di selvaggina perché copre il sapore selvatico delle carni come cinghiale, pernice, fagiano, ecc.

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Gli spagnoli hanno diffuso il cacao e il cioccolato in Europa agli inizi del Cinquecento, arrivando anche in Italia, durante la dominazione della Sicilia, dove hanno lasciato il cioccolato di Modica, anello di congiunzione tra cioccolato antico e moderno (del cioccolato di Modica vi parleremo presto in occasione di una ghiotta ricetta! ndr)

A questo punto vi lasciamo all’apertura di EXPO Milano 2015, sperando che leggere queste righe sul cluster cacao e cioccolato vi abbia lasciato un po’ della piacevole sensazione che solo un pezzo di cioccolato fondente 70% vi può regalare, ricordandovi che i suoi effetti benefici sul corpo e sulla mente, sono un ottimo rimedio contro il logorio della vita moderna!!

PS: se volete seguire sui social le attività legate ai cluster, usate questi hashtag: #saporieprofumi #Expo2015 #Chocolexpo

PPS: questo è il primo di una serie di post dedicati a questa giornata, ma fin da subito vogliamo ringraziare la redazione di Sale&Pepe e in particolare il Direttore Responsabile Laura Maraliano, Barbara Bottarelli e Barbara Roncarola per l’occasione offertaci e il tempo, l’attenzione che ci hanno dedicato e che ancora ci stanno dedicando. Grazie

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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