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Food Joy. Donne, Libri, Cibo

Food Joy. Donne, Libri, Cibo. Questo il nome che ha riunito quattro giorni di eventi dedicati al mondo del cibo, “food” come dicono quelli bravi, con una declinazione che va oltre l’alimento in sé e comprende tutto un mondo fatto di cultura, tradizioni, comunicazione e promozione. Food Joy, un progetto voluto ed organizzato da Arianna Gandolfi e Elisabetta Arcari nei giorni del Festivaletteratura 2014, ha portato a Mantova 18 meravigliose donne: dalle autrici alle foodblogger, dalle esperte di comunicazione alle giornaliste passando per titolari di ristoranti e gastronomie.

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Questo ha dato vita a 25 eventi tra showcooking e chiacchierate intorno ai diversi aspetti della cultura del cibo e alle sue tante sfaccettature. Tante professioniste si sono alternate, incrociate, confrontate sui temi del cibo oggi e alla fine sono emersi alcuni argomenti ricorrenti, come l’importanza dell’educazione ai sapori e delle esperienze dirette dei più piccoli.

LA CORNICE

Food Joy ha sfruttato gli spazi, chiusi da tempo, di proprietà del Consorzio di Bonifica in Piazza Broletto n° 6, mettendo a disposizione degli intervenuti uno spazio al chiuso con vetrina per gli incontri con le autrici e la presentazione dei prodotti del nostro territorio, e un garden per gli aperitivi e gli eventi all’aperto.

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Food Joy ha per qualche giorno restituito alla città di Mantova uno spazio prezioso e insospettabile; il piccolo garden a due passi da Piazza Sordello è uno spazio magico, un’oasi verde tranquilla con al centro una grande magnolia, mentre intorno impazzava il Festivaletteratura. Cogliamo qui l’occasione per ringraziare oltre ad Arianna ed Elisabetta, l’insostituibile Costanza del Consorzio Latterie Virgilio, che ha reso possibile la fruizione di questi spazi (che, considerato anche il grande successo di pubblico, rimarranno aperti e operativi part-time fino a Natale!).

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GLI EVENTI

Hanno aperto le danze Valentina Venuti e Morena Roana con un dolce e soffice buongiorno: l’Amaretto Pull Apart, brioche realizzato con farina Multicereali qb del Molino Grassi. Valentina e Morena hanno condotto uno showcooking a quattro mani raccontando di panificazione, lievito madre e antichi sapori, introducendo uno dei temi importanti di questo festival: riappropriarsi del tempo. Un buon panificato ha infatti bisogno di tempo. Un altro ottimo ingrediente sono i grani antichi, come quelli utilizzati da Valentina Venuti per preparare la pizzalandrea realizzata con Grano del Miracolo della linea Qb Molino Grassi.

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Anche Cristina Scateni, parlando di tecniche di cottura antiche e moderne e di cottura lenta, tema del suo libro “Slow cooking per tutti”, ha evidenziato l’importanza del tempo in cucina e di come questi sistemi permettano di utilizzare anche tagli di carne meno pregiati, nervosi, perché la cottura lente le rende comunque tenere. Un approccio ecologico ed economico, che permette di sfruttare tutte le parti di un animale, non solo i tagli pregiati.

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Mangiare meglio e spendere meno è stato un altro tema ricorrente a Food Joy. Olga Agostini, architetto e tecnico comunale, con il suo “Lunch box” ora riesce a fare una pausa pranzo più gustosa, sana ed economica, non solo quando è al lavoro. Olga ci ha raccontato di come, durante le gite in moto con il marito, grazie a questi “cibi da viaggio”, hanno la possibilità di fermarsi “nel paesaggio” a gustarsi il loro pasto, risolvendo ogni problema di trovare un posto dove mangiare quando si è “in mezzo al nulla” e godendosi un po’ di aria aperta e il panorama prescelto.

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Lisa Casali, invece ci porta nel mondo dell’ “Autoproduzione in cucina”, raccontandoci di come possono essere preparati in casa aceto, dado, ma anche le caramelle! Lisa in casa riutilizza anche molti degli scarti vegetali (bucce, foglie, ecc…) per ottenere prodotti alimentari o decorazioni. Un ottimo modo per risparmiare e controllore quello che mettiamo in tavola. L’ecocucina è un tema portante dei libri di Lisa (è anche il nome del suo blog), dove eco sta per economico (migliore uso delle materie prime e autoproduzione), ma anche per ecologico, agganciandosi al successivo argomento.

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Il tema della sostenibilità ambientale è stato uno dei più trasversali, molte delle sostenitrici di Food Joy, a modo loro, hanno parlato di ambiente. Che si parlasse di presidi slow food, chilometro zero, grani antichi, autoproduzione o allevamenti etici e dignitosi per gli animali, l’idea che è necessario acquisire una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che mangiamo è sicuramente ben radicata.

Di questo è stata ambasciatrice Paola Maugeri, ultima in ordine di apparizione a Food Joy ma sicuramente la più nota al grande pubblico, tanto da obbligarci a spostare il suo intervento nel garden, così da assicurare l’accesso a un maggior numero di persone.

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Paola, vegetariana praticamente da sempre e vegana da più di 15 anni, ha conversato con Arianna e il pubblico presente di temi legati alla consapevolezza e informazione alimentare, dell’importanza di leggere (e capire) le etichette e di come tutti noi possiamo diventare parte della soluzione semplicemente indirizzando i nostri acquisti verso prodotti migliori; in fondo il “mercato” è un animale che si può controllare, perché seguirà le tendenze dei consumatori, che però devono sapere cosa vogliono!

Ma non si parlato solo di tendenze in atto e del prossimo futuro: Clelia d’Onofrio e Samanta Cornaviera ci hanno fatto fare un viaggio nella storia con due approcci completamente diversi, ma entrambi legati a due pubblicazioni storiche del settore della gastronomia italiana.

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Clelia d’Onofrio, giornalista e oggi anche giudice di Bake Off Italia, è stata dal 1997 al 2011 direttore del prestigiosissimo “Il cucchiaio d’argento” e proprio l’utensile cucchiaio è stato al centro del suo intervento, scoprendone la storia ricca di significati e il simbolismo. Sono rimasta incantata ad ascoltare Clelia d’Onofrio che ci raccontava la sua storia, nata nell’editoria del mondo dei motori, quando ancora nelle redazioni si scriveva un po’ di tutto. Lei girando il mondo in automobile ha allargato il suo spettro di sapori… che donna! Clelia ci ha rammentato che l’Italia è ricca di materie prime da trattare bene e da non dimenticare, e di questo parla nella sua rubrica “Golosità italiane” su mangiarebene.com.  Attendiamo l’articolo sulla zucca mantovana!

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Samanta Cornaviera, che oltre al suo blog “massaie moderne” cura anche la rubrica “Ieri e oggi” su “La Cucina Italiana”, ci riporta invece all’inizio del XX secolo, grazie al suo percorso di “archeologia culinaria” sulle riviste di cucina dell’epoca finalizzato alla riscoperta dei sapori perduti. Grazie a lei abbiamo conosciuto il “Pollo alla Borelli” del 1914, la “Torta Mazzini del ’30 o al “Sugo Marinetti” del ’32 e la figura di Amedeo Pettini. Samanta non ricerca le ricette della tradizione, ma le ricette che hanno legami profondi con la nostra storia, che la incuriosiscono, e per ritrovare i gusti perduti. Ci racconta la nostra storia in forma di ricetta e ci lascia con un mantra: #pettinicè .

Uno spazio è stato dato anche alle grandi donne della cucina di ieri, presentate da grandi donne della gastronomia di oggi. Roberta Corradin, titolare del ristorante Consiglio di Sicilia, nel raccontarci di Nadia Santini (nomen omen secondo Roberta, perché la sua cucina è santa!) del Pescatore di Canneto sull’Oglio, ha preparato a mano la sfoglia e i ravioli utilizzando il suo personale lasagnaturi portato fino a Mantova apposta da Donnalucata.

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Anche Roberta Schira ci ha parlato di una mantovana: “Petronilla”, al secolo Amalia Moretti Foggia. Nata a Mantova nel 1872, terza donna medico in Italia, scriveva su “La Domenica del Corriere” utilizzando gli pseudonimi “Dott. Amal” nella rubrica “La parola del medico” (perché mai a quel tempo si sarebbero accettati consigli medici da una donna) e “Petronilla” nella rubrica “Tra i fornelli”.

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Alessandra Molani ci ha raccontato la storia della madre Roberta, fondatrice nel 1989 a Mestre (VE) della scuola di cucina “Peccati di Gola” (cui anche noi dobbiamo qualcosa!). All’epoca non si andava a scuola di cucina, ma si imparava da mamme e nonne e dalle loro conoscenze induttive, ma la cucina è anche scienza e tecnica, e un corso base fa bene a tutti, anche ai più esperti amanti dei fornelli, per mettere in ordine le proprie conoscenze a capire i processi che stanno dietro la preparazione dei cibi; lo dice anche Clelia d’Onofrio!

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Le grandi donne nella storia della cucina sono tante, ma non bisogna trascurare neppure il rapporto quotidiano e ordinario che le donne hanno con il cibo. A tal proposito Martina Liverani ci ha presentato il progetto “WE. Women for Expo“: una grande piattaforma web che parla di nutrimento e lo fa mettendo al centro la cultura femminile. “Ogni donna è depositaria di pratiche, conoscenze, tradizioni legate al cibo, alla capacità di nutrire e nutrirsi, di “prendersi cura”. Non solo di se stessi, ma anche degli altri”. L’obiettivo è raggiungere il milione di ricette da tutto il mondo, raccolte via web e su carta. Ricette per non sprecare, ricette della tradizione, ricette che per noi hanno un significato: vi immaginate un milione di ricette così che patrimonio sarebbero? Noi sosterremo il progetto e vi invitiamo a fare lo stesso!

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E dalle grandi donne nella storia del cibo siamo passati alle donne di oggi: Martina Liverani prova a definirle nel suo romanzo “Manuale di Cucina Sentimentale”: gastrofissate, golose o biointegraliste? Martina racconta la storia di tre amiche, ognuna riconducibile ad una delle suddette categorie, e i loro rapporti con il cibo e gli uomini.

Come non provare simpatia per Agata, giornalista di moda in sovrappeso, “la golosa”. … Ce la immaginiamo in preda alle voglie notturne aprire il frigorifero alla ricerca di un “comfort food”. Ma, come ci spiega Ilaria Mazzarotta, il comfort food è il cibo che ci fa stare bene, che ci coccola e che ci consola, non solo quello dello spuntino notturno. E contro ad ogni previsione, il comfort food è un cibo che ci dà soddisfazione e di conseguenza, moderando la quantità, può anche aiutarci a tenere la linea.

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Tornando a questa specie di “Sex and the Food“, come è stato definito il romanzo di Martina Liverani, a noi ha colpito – per affinità – soprattutto Tessa, la foodblogger imprigionata in corpo di avvocato. Gastrofissata, vive al motto di “sano, pulito e giusto”. «La soddisfazione di veder lievitata una focaccia preparata con un lievito madre coccolato per mesi, o la gioia nel vedere che i vostri piatti sono apprezzati. In cucina i brividi costano poco, anche nella vita le emozioni autentiche si provano gratis».

Con la figura di Tessa, Martina ha aperto il tema dei nuovi mezzi di comunicazione che ruotano intorno al mondo del food: a Foodjoy si è parlato di foodblogger, dei nuovi termini culinari e informatici (giveaway, foodies, social, blogroll, aka, community, cake design, cookbooks, SEO, ecc.), e di tripadvisor.

Mariachiara Montera “Maricler” all’interno del suo Laboratorio GastroGlossario ha scherzato sulle parole da sapere se si vuole aprire un blog di cucina. Con una spugna a forma di grappolo di uva in una mano e di arancia nell’altra, i prodi presenti hanno optato tra due risposte come in un quiz. Così il cake design è “quella branca del design che ha reso la Barbie commestibile”, e il SEO potrebbe essere l’acronimo di “Scuocere E Ordinare”, per il foodblogger che non deve chiedere mai, perché la pizzeria vicino casa conosce già cosa vuole e dove portarlo.

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Ma il mondo del food e di internet si incontrano anche per chi non vuole cucinare a casa, ma uscire a cena, per i più svariati motivi. Come ci racconta Roberta Schira, un milione e mezzo di Italiani cerca e scrive giudizi su Tripadvisor. Tutti danno voti e giudizi a chef e ristoranti, di chi ci si può fidare?

Il libro di Roberta Schira “Mangiato bene? Le 7 regole per riconoscere la buona cucina” si rivolge sia all’utente di tripadvisor che al critico gastronomico. È un testo rivoluzionario perché parte dal presupposto che il “buono” è, almeno all’80%, oggettivo. Ad esempio c’è un solo modo per rispettare gli ingredienti; la materia prima o è fresca, o non lo è; e così via dicendo.

Si va ben oltre la recensione poco affidabile e scritta male con Roberta Corradin, vittima di recensioni false sul suo ristorante. “Oggi mi è chiaro che TripAdvisor è come l’oroscopo: nessuno ci crede, ma tutti lo leggono.” Da allora Roberta risponde a tutte le recensioni che le arrivano (il suo intervento si intitola ironicamente “Tripadvisor – Tripresponsor, un nuovo genere non letterario”). Roberta ci aiuta a capire come individuare le recensioni false e quelle invece scritte da persone con i nostri stessi gusti, che possono aiutarci davvero a capire se quel ristorante fa per noi. Se avete un ristorante dovete assolutamente approfondire il rapporto di Roberta con Tripadvisor, troverete sicuramente consigli e suggerimenti utili su come utilizzare al meglio Tripadvisor.

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A Food Joy non sono mancati gli eventi per i bambini, perché le buone abitudini si imparano da piccoli. La nostra chef Elisabetta Arcari ha condotto “Piccoli chef crescono: un laboratorio per educare/giocare con i bambini”. Cosa mangiamo e da dove arriva? Costruiamo un panino e piantiamo un seme. Angela Maci ha raccontato ai più piccoli una storia dal sapore di burro e zucchero: La Principessa Raviola e il Regno di Frolla. Mentre Angela preparava delle raviole di pastafrolla, i bambini hanno realizzato dei disegni seguendo il profumo delle creazioni in cucina.

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“Scuola in fattoria, educare a Km0” è stato l’evento di Cristina Bertazzoni, che ci ha parlato di come rafforzare il rapporto tra scuola e natura, e come stimolare l’apprendimento con attività a cielo aperto, specialità in cui l’Italia era all’avanguardia già all’inizio del Novecento, ma le iniziative sono state lentamente soffocate da presunte esigenze di sicurezza e progressiva deresponsabilizzazione di docenti, genitori e alunni. Un incontro rivolto a docenti, mamme e addetti ai lavori che ci ha dato molto su cui riflettere.

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Non solo spostamenti nel tempo, ma anche nello spazio. Teresa Armetta, blogger de “I capricci di mamma Teresa” è stata la vera “presenza” di Food Joy, contribuendo con ben quattro eventi, ognuno diverso dagli altri, ma tutti legati da uno stesso fil rouge: la bella Sicilia! Teresa ci ha parlato di cucina, preparando una fantastica pasta con pomodoro e acciughe, un piatto a base di provolone delle Madonie tanto veloce quanto gustoso (ve lo racconteremo in un’altra occasione!), le famose arancine e ci ha fatto conoscere la “manna”, che non viene dal cielo! Ma ci ha anche fatto scoprire un territorio ricco di sapori preziosi (circa un quarto dei presidi slowfood italiani sono in Sicilia) e posti incantevoli, come il Borgo di Gangi.

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E dalla passione tutta siciliana di Teresa a quella romana (di nome e di fatto) di Francesca Romana Barberini, già conduttrice di Disney Club, di Sereno Variabile e infine di Gambero Rosso Channel. A Food Joy è venuta a raccontarci di “Passion Food”, il suo blog su D di Repubblica, del suo rapporto col cibo e dei progetti editoriali che comprendono anche un libro con ricette inviate dagli spettatori di “Questo l’ho fatto io”, oltre a prepararci degli ottimi muffin! La simpatia e la spontaneità di Francesca hanno conquistato davvero tutti!

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GLI APERITIVI

In mezzo a tutto questo cucinare e parlare di cibo, non sono mancati i momenti mangerecci. All’ora di pranzo e ogni sera, a partire dall’inaugurazione di mercoledì 3 settembre, abbiamo avuto quattro aperitivi organizzati da diversi soggetti:

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Fuori dallo spazio Food Joy, in piazza Broletto, era parcheggiata l’APE Gourmet del Consorzio Latterie Virgilio che distribuiva le birre del “Luppolajo”.

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GLI SPONSOR

Tutti i partecipanti hanno sfoderato le loro armi migliori e a cui vanno i nostri miglio ringraziamenti. Ai già citati Consorzio Latterie Virgilio, Cantine Virgili e Bar Venezia, dobbiamo aggiungere i tanti produttori mantovani d’eccellenza con una grafica accattivante (per Fotomangio è stato un piacere ritrovare un’amica che nell’azienda di famiglia “Il Fieniletto” produce succhi di frutta davvero speciali, oltre a carne di prima scelta), la Gelateria Chantilly di Moglia che ha prodotto gelati a tema con le giornate (il gelato alla zucca, il gelato rock me vegan ai gusti cioccolato e pera, ecc.); il centro casalinghi Dal Toscano, che qui ha ufficialmente presentato il progetto Kit-chen e ha attrezzato la cucina e ancora: Molino Grassi, BrennercomForneria CarraFederazione Provinciale Coldiretti MantovaCamera di commercio di MantovaCesar Cucine & LivingSwan ItaliaBraghiroli AMBIENTI, l’Arch. Alberto Ruggeri, We-Women for Expo.

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Una menzione a parte meritano tutte le donne intervenute, di cui abbiamo singolarmente scritto sopra (che hanno partecipato TUTTE gratuitamente, confermando la fiducia nel progetto) e, last but not least, Arianna Gandolfi e Elisabetta Arcari. Speriamo che questo lungo elenco abbia davvero compreso tutti e se abbiamo scordato qualcuno, perdonateci!

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Il cibo non è solo costo o calorie, è simbolo, rituale, felicità, condivisione, sapere, tradizione, creatività e potremmo andare avanti ancora a lungo. Come avrete capito da questo articolo, i temi trattati erano veramente tanti e interessanti, cercheremo di pubblicare alcuni articoli “monotematici” per trasmettervi alcune informazioni. Ma difficilmente riusciremo a trasmettervi la bella atmosfera che si è creata, quindi dita incrociate perché facciano una seconda edizione di Food Joy e possiate essere presenti di persona!!

 …E NON FINISCE QUI!

Food Joy continua sul canale youtube  e su twitter: #foodjoy

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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