pensieri in libertà

Foodblogger si nasce o si diventa?

La fine dell’anno è il momento in cui la parte analitica di me prende il sopravvento e mette insieme le riflessioni raccolte durante l’anno. Ho iniziato il 2015 chiedendomi: “foodblogger si nasce o si diventa?”.

Il nostro blog è nato per rispondere a un numero sempre crescente di amiche che mi chiedevano ricette senza latticini; era scomodo rispondere a tutte le telefonate, raccontare le ricette per telefono, non avere dosi precise da indicare, non riuscire a trasmettere l’idea del piatto finito. Caricarle su internet era semplice e comodo. Mai ci saremmo aspettati che qualcuno ci leggesse, e ci siamo trovati un po’ “foodblogger per caso”.

Le ricette erano quelle di famiglia, spacciate da sempre come “sane, nutrienti e leggere”; da sempre son stata costretta a guardare la lista degli ingredienti di tutto ciò che acquisto, ma tra leggerla e capirla c’è una bella differenza; l’approfondimento sulle materie prime era minimo; la condivisione con gli altri foodblogger e il reciproco scambio era inesistente, e lo consideravamo superfluo.

Pian pianino siamo usciti dal nostro mondo, grazie alla scoperta di splendidi blog come quello di Cinzia e agli incontri con le prime meravigliose foodblogger come Serena e Anna Maria. Con il confronto ci si mette in discussione e – se all’inizio eravamo preoccupati più della decenza delle fotografie – abbiamo iniziato a comprendere l’importanza dei contenuti.

Nel 2014 è nata l’AIFB – Associazione Italiana Food Blogger – e abbiamo subito creduto nel progetto. L’AIFB ci ha permesso di accedere a occasioni di formazione uniche e soprattutto, in occasione del primo raduno AIFB, di definire la nostra identità di foodblogger: “Non siamo cuochi, ma cuciniamo; non siamo scrittori, ma pubblichiamo anche dei libri; non siamo fotografi, ma fotografiamo; non siamo giornalisti, ma scriviamo; non siamo critici gastronomici, ma abbiamo competenze e passione sufficienti per poter valutare quello che abbiamo nel piatto”.

La crescita personale diventa arricchimento del blog e deve essere continua. I primi articoli del nostro blog non avevano praticamente cappello: non sapevo di cosa parlare. Ecco che allora si farcivano le introduzioni di inutili aggettivi, pur di arrivare ad avere il minimo sindacale di tre righe: questa ricetta è golosa, facile, veloce, cioccolatosa. Ora cerchiamo di contenere i cappelli, perché altrimenti arriveremmo a stendere dalla noia i nostri lettori. Se inizialmente era pensabile pubblicare anche tre volte alla settimana, ora molti degli articoli che pubblichiamo necessitano di un lungo studio prima di arrivare sul web.

Nel 2014 e nel 2015 le occasioni di formazione promosse dall’AIFB, i cooking show ai quali abbiamo assistito al centro casalinghi Dal Toscano, le sfide dell’MTChallenge e la collaborazione con Territori.Coop ci hanno arricchito di contenuti e di metodo, per non dimentarci dell’impareggiabile confronto con persone meravigliose come Giulia, Patty, Fabio e Annalù, Aurelia, Anna Maria, Alice, Mai, Aurora – e scusate ma non vi scrivo tutti perché se no vien notte.

E poi c’è LEI, l’aliena arrivata dallo spazio per migliorare la popolazione terrestre, l’Alessandra Van Pelt, che è sempre tre passi avanti a tutti, ti cambia la percezione delle cose e ti tira fuori talenti che mai avresti pensato di avere dentro.

Appena ho messo la punta nel meraviglioso mondo del cibo, ne ho capito la complessità e la ricchezza, ci siamo ritrovati a fare gli architetti 20 ore al giorno e non avere più tempo per seguire il blog. Io mi sono sentita più volte travolta e sopraffatta dagli eventi, mi sono ripromessa per il 2016 di ritagliarmi un po’ di tempo in più e non so sinceramente dire che piega prenderà il blog nell’anno che verrà. Sicuramente ci saremo, ma sto maturando dentro tante cose e voglio capire in che direzione andare.

Il blog è nato come un bel ricettario per dimostrare alle persone intolleranti come me che si può mangiare bene senza rinunciare al gusto. Questo concetto è sempre presente, ma non rimarcato come si dovrebbe fare sul web: una sequenza di titoli delle ricette tipo “biscotti al cioccolato senza latticini”, “lasagne senza latticini”, “besciamella senza latticini” mi uccide. Come quando una volta al ristorante lo chef mi chiese: “Tu sei…” e io risposi “Daniela”. Poi capì che mi stava chiedendo che tipo di intollerante fossi.

Ricapitolando: non basta aprire un blog per diventare foodblogger; lo si diventa, giorno dopo giorno, solo se ci si mette in discussione, si studia, si impara e si ha la capacità di trasmettere la conoscenza. E senza prendersi neppure troppo sul serio.

Come evolverà questo blog nel 2016? Non ne ho idea, però ho finalmente qualche giorno per me, per riposarmi, uscire dalla paranoia, avere tempo di mettere le mille idee che ho in fila e selezionare quelle che hanno senso. Le mie reti di salvezza in questo momento sono il progetto del Calendario del Cibo Italiano, l’MTChallenge, le mie fantastiche amicizie virtuali e – ovviamente – il mio Fotomangio, compagno di blog e di vita, che spero non prenda un colpo quando leggerà l’articolo :D

Buon 2016 dalla vostra Dani Pensacuoca!! :)

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Pensacuoca

Creativa nel DNA, il suo animo spazia dalla precisione di una segretaria svizzera alla sregolatezza di un musicista underground.
Prende appunti, annota tutto, studia, legge, intraprende preparazioni lunghe e difficili e poi butta tutto in vacca dimenticandosi il sugo sul fuoco o tagliando la decorazione in cubetti casuali. Per fortuna c'è Fotomangio, che un po' la sgrida e un po' la salva...

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