ricette

Gnocchi di patate con speck e zucca

Settembre 2016 per noi rimarrà famoso come il mese degli gnocchi. Prima di pubblicare quelli per l’MTChallenge, che devono ancora essere ideati, vi proponiamo questi preparati per Territori.COOP, all’insegna dei prodotti tipici veneti.


Il termine gnocchi identifica pezzi di impasto più o meno piccoli, di forma tondeggiante, bolliti e conditi con i sughi più vari.

Probabilmente gli gnocchi sono stati il primo esempio di pasta consumato dall’uomo, data la spontaneità del mescolare farina e acqua e di dare all’impasto una forma tondeggiante. È attestato che preparazioni simili, a base di farine di farro o altri cereali, erano consumate anche dai Romani. Oggi sono diffusi in tutto il mondo, con variazione nelle dimensioni e negli ingredienti.

Il termine potrebbe essere di origine longobarda, da knohha, nodo, nocca, e declinato a seconda delle regioni in gnocco, knodeln, canederlo. Nel Decamerone di Boccaccio (XIV secolo) sono chiamati maccheroni, sinonimo del passato e ancora in uso in alcune zone, come nel ferrarese. gnocchi patate speck zucca salvia veneto territori.coop territori coop

I primi gnocchi erano a base di farine o semolino mentre dal Settecento si diffondono quelli di patate, importate dal Nuovo Mondo, oggi i più conosciuti. La patata però non regna incontrastata: ad esempio nel Lazio permangono gli gnocchi di semolino, gli gnocchi alla bava sono fatti con farina di grano saraceno e sui colli morenici troviamo i capunsei, gnocchi di pane affusolati conditi con burro fuso.

Oggi la tradizione italiana annovera diversi gnocchi, alcuni tipici di territori specifici, con giorni di consumo tradizionali: a Roma si consumano il giovedì, da qui il detto “giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa” a sottolineare il consumo di un piatto sostanzioso e gustoso prima del giorno di magro; in Campania si mangiano alla domenica.

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In alcune zone di Italia è tradizione preparare gli gnocchi per Carnevale. A Verona, patria del gnocco di patate, si consumano conditi il con sugo di pomodoro durante il “Venardì Gnocolàr”, il giorno della sfilata dei carri del carnevale scaligero presieduto dal Papà del Gnoco (con una sola “C”, mi raccomando!). A Castel Goffredo (MN), durante il Venerdì Gnoccolaro, Re Gnocco li offre ai propri sudditi.

Solitamente gli gnocchi vengono bolliti in acqua, conditi e serviti subito, ma nelle varianti regionali si trovano altri metodi di cottura: in Friuli Venezia Giulia sono cotti a vapore mentre gli strangulaprievete alla sorrentina, conditi con ragù napoletano e mozzarella, sono gratinati al forno.

In greco i termini “strongulos” e “preptos” indicano un corpo rotondo o sferico e da qui, secondo alcune fonti, deriverebbe il termine strangulaprievete per indicare gli gnocchi. Altre versioni citano l’abate Galiani che, ghiotto di questo piatto, un giorno rischiò di strozzarsi.

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Gnocchi di patate con speck e zucca

Per 2 persone:

  • 160 g di gnocchi di patate
  • 100 g di speck del Cadore affettato
  • 400 g di zucca Delica
  • 4 foglie di salvia
  • 4 noci
  • olio extravergine di oliva
  • sale, pepe
  • brodo vegetale q.b.

Mondate la zucca e tagliatela a cubetti piccoli. Scaldate due cucchiai di olio e friggetevi le foglie di salvia fino a renderle croccanti [per poco tempo altrimenti diventerà amara]. Mettete la salvia da parte e nella stessa pentola fate rosolare la zucca. Per i primi minuti fate saltare a fuoco alto [così da caramellare bene gli zuccheri della zucca] poi[, quando cominciano a scurire i bordi dei cubetti,] abbassate il fuoco, aggiustate di sale e pepe e cuocete con coperchio finché non diventa tenera. [Saltate e non mescolate, altrimenti i cubetti si romperanno.] Frullate una parte della zucca e aggiungete brodo vegetale (o acqua) per ottenere una consistenza fluida.

Tagliate lo speck a quadratini e fatelo rosolare in una padella antiaderente.

Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli e condite con la zucca frullata. Completate con i cubetti di zucca, lo speck, la salvia e le noci tagliate grossolanamente.

Per evitare di fare la fine dell’abate Galiani, allungate bene la crema di zucca con brodo vegetale. Lo speck dà sapore e le noci e la salvia fritta croccantezza. Ci sono proprio tutti gli ingredienti per un piatto di festa!

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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