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Fiestas del Pilar a Zaragoza

Se avete una conoscenza base di spagnolo, sapete che la “s” in finale di parola solitamente significa “plurale”. E la prima cosa che viene da pensare è “perchè la festa patronale è al plurale, fiestaS?”. Beh, se aveste passato un 12 ottobre a Zaragoza, avreste chiara la risposta.

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Io ho avuto la fortuna di essere a Zaragoza in corrispondenza della Fiestas del Pilar, e Fotomangio mi ha raggiunta per l’occasione. La città va vista durante questa festa, che trasforma questa città, abbastanza tranquilla, in una enorme festa a cielo aperto.

I momenti religiosi come l’ofrenda floreal e il rosario di cristallo si inframezzano a momenti di movida scatenata, con un costante apporto di cibo e di alcool, in cui alla normale offerta data da ristoranti e bar si aggiungono baracchine ambulanti in ogni spazio libero. In particolare il lungofiume è attrezzato con bancarelle che vendono preparazioni tipiche. Ma procediamo un passo alla volta.

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Anzitutto le Fiestas del Pilar sono le feste patronali di Zaragoza, celebrate in onore della Virgen del Pilar (la “Madonna del Pilastro”), considerata anche la patrona di Spagna. Per questo motivo in questi giorni a Zaragoza si riversano non solo gli aragonesi, ma tantissimi spagnoli e persone addirittura da tutto il mondo.

Il giorno del patrono è il 12 ottobre, ma i festeggiamenti solitamente cominciano il fine settimana prima del 12 e finiscono la domenica dopo, arrivando a durare circa una decina di giorni. Durante queste feste si svolgono numerosi eventi, sia organizzati dal comune che di iniziativa privata (organizzazioni o collettivi privati): mostre, concerti, eventi, spettacoli, ecc. Le maggiori celebrazioni religiose sono: la Solemne misa de Infantes, l’Ofrenda de flores, la Misa Pontifical, l’Ofrenda de frutos e il Rosario de cristal.

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Altri eventi ricorrenti e tipici sono la comparsa dei “Gigantes y cabezudos” (giganti e capoccioni), fuochi artificiali, la fiera, la corrida (ahimè) e la festa della birra.

Il 12 ottobre si comincia con la prima messa nella Basilica del Pilar alle 4.30 del mattino. Si prosegue con la Ofrenda floreal, ormai diventato l’emblema della festa. A partire dall’alba, le persone nei loro costumi tradizionali portano omaggi floreali alla Vergine nella Plaza del Pilar, disponendoli su una enorme impalcatura a base piramidale che termina con la statuina della Madonna.

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Una volta completata l’operazione, che dura numerose ore, si ottiene una statuina della Madonna con una gonna di fiori. Le persone sfilano da sole o in gruppo, con la loro associazione o con i loro colleghi di lavoro; ci ha fatto molto sorridere vedere i loghi delle banche e dei supermercati rifatti con i fiori.

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Un gran numero di volontari si passa di mano in mano i fiori e li dispone sulla piramide; un gruppo di persone si occupa anche di comporre, con fiori bianchi e rossi, la Cruz de Lorena, una croce rossa su sfondo bianco simbolo, dal 1902, della lotta contro la tubercolosi, come offerta all’Hospital General Royo Villanova (anche perché i malati di tubercolosi non potevano recarsi alla ofrenda floreal).

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Ci sono anche una ofrenda fluviale e una aerea. Il record di partecipazione si ebbe nel 2009, quando ben 450.000 persone si recarono a portare i loro fiori alla Vergine.

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Questa tradizione è nata nel 1952, quando una delegazione della città fu invitata alle Fiestas di Castellón de la Plana e qui osservò un’usanza simile, che importarono a Zaragoza. La prima edizione si ebbe nel 1958.

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Contrariamente agli spagnoli, che nella maggior parte si recano all’ofrenda floreal direttamente dalla movida della notte prima, noi ci siamo svegliati all’alba per assistere all’inizio della festa. Complice un errore nella lettura dell’orario ci siamo trovati in piazza alle sei del mattino (doveva cominciare alle sette, poi con il proverbiale ritardo spagnolo è cominciata alle 7.30), con un freddo terribile, anche insolito per la metà di ottobre a Zaragoza. Ma ci siamo consolati mangiando dei buonissimi churros, che ancora ricordiamo con l’acquolina in bocca.

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Nella mattina del 13 ottobre si svolge invece l’offerta dei frutti; questa tradizione è precedente alla ofrenda floreal, e la prima edizione si tenne nel 1949.

Spettacolare è anche il Rosario di Cristallo (Rosario de cristal), una sfilata che unisce religiosità e arte, che si tiene dal 1889.

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Il corteo è composto da 29 carri di vetro, (popolarmente chiamata lampade, “faroles”), dove sono raffigurati i quindici misteri del rosario. A questi si uniscono altri carri e stendardi. Fino al 1926 questi apparati erano portati a spalla. La processione percorre le principali arterie della città storica.

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Tra gli eventi non religiosi, il più caratteristico è la comparsa de gigantes y cabezudos, amatissima dai bambini. Abbiamo detto che le Fiestas durano almeno 10 giorni: ogni giorno i “giganti” e i “capoccioni” fanno la comparsa in un distrito diverso; io li ho incontrati più volte e devo dire che le persone presenti all’evento erano sempre tantissime.

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Accompagnati dalla banda, i gigantes sfilano e ruotano su se stessi, mentre i cabezudos sono ben più dispettosi: ogni tanto lanciano caramelle, quindi i bambini li rincorrono, ma a loro volta loro inseguono i bambini per “picchiarli” (hanno anche un frustino). È molto divertente vedere questo “guardie e ladri” con questi personaggi molto particolari, ben conosciuti dagli abitanti della città: el Morico, el Boticario, el Robaculeros, el Torero, el Tuerto, el Forano, la Forana, el Verrugón y la Pilara.

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I giganti sono più aggraziati e sono la parte più spettacolare della sfilata. Questa tradizione risale al medioevo, sebbene i personaggi attuali siano stati disegnati nel 1849 dallo scultore Félix Oroz e recentemente sono stati modificati e ne sono stati aggiunti altri.

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Nelle piazze e nei parchi della città si svolgono anche spettacoli per marionette e altre animazioni per i bambini. Noi ci siamo innamorati dell’installazione presente in Plaza San Bruno, il tragachicos (il “cagabimbi”), uno scivolo dove i bambini entrano nella bocca di un uomo e escono… beh, avete capito.

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In contemporanea alle Fiestas, si tengono la Fiera Generale di Zaragoza, la Festa della birra e la “Feria taurina del Pilar” nella plaza de toros de Zaragoza.

Non mancano concerti di tutti i tipi, con artisti anche di fama nazionale o internazionale, sparsi in tutta la città, all’aperto o al coperto; spettacoli di danza, teatro, folclore, insomma: ce n’è per tutti i gusti. Così come per il cibo: potete gustare le specialità di Zaragoza, o provenienti dal resto della Spagna. Abbiamo impiegato una settimana a fare il giro di tutte le bancarelle sul lungofiume, con i loro panini preparati al momento e cotti nei forni a legna (io me lo sogno ancora), le patatas asadas farcite e la loro carne alla griglia. E poi birra come se non ci fosse un domani.

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Ma la cosa più sconvolgente è la movida, un misto tra una serata in discoteca e una notte di capodanno, si parte nel tardo pomeriggio e si va avanti a oltranza, con furgoni e trattori che caricano persone che ballano, e alcool a fiumi (gli adolescenti girano con i “botellón”, bottiglie da 2 litri della coca-cola o della aranciata riempiti di alcolici vari). Aihmè la tradizione vuole che ci si vesta di bianco, con al collo il foularino con i colori di provenienza, e immaginatevi i vestiti come possano arrivare a fine serata. I ragazzini indossano solitamente salopette, che nei giorni della festa vengono riempite di scritte.

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Ogni notte poi spettacoli pirotecnici chiudono le giornate di festa, con l’apoteosi della domenica sera con i fuochi di artificio sul fiume Ebro, mentre le altre luci della città vengono spente.

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E terminiamo questo articolo, che difficilmente può rendere l’idea di quanto sia viva la città in quei giorni, del numero esorbitante di persone che camminano per le strade della città, di come fino alle 17 si assista a una calma apparente (weekend a parte) per poi scoppiare in un’enorme movida che interessa tutta la città, non solo il centro storico, con una carrellata di foto di fuochi artificiali sul lungofiume.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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