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Nigiri zushi

Il connubio alimentare tra pesce e riso in Giappone è antichissimo e ha origine in un metodo di conservazione del pesce, che già nel V secolo d.C. veniva inserito all’interno di palline di riso fermentato. Il pesce così conservato poteva durare anche mesi, ma al momento della consumazione il riso veniva buttato via. Solo nel periodo Muromachi (1336-1573) si iniziò a consumare il riso insieme al pesce.

Alcuni ritengono che sia Hanaya Yohei l’inventore del nigiri zushi. Hanaya all’inizio dell’800 aprì, nei pressi del porto di Tokyo, una bancarella per la vendita di bocconcini costituiti da palline di riso all’aceto con sopra una fettina di pesce scottato o marinato.

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Nigiri zushi

Ingredienti:

  • riso per sushi
  • ingredienti per la guarnizione
  • una striscia sottile di alga nori (facoltativa)

Per la preparazione del riso e degli altri ingredienti base consultare la pagina dedicata.

Gli chef giapponesi con una mano formano la polpettina di riso e con l’altra prendono i filetti di pesce (mentre con un dito – quello della mano che ha il riso – prendono una punta di wasabi e lo mettono sul pesce)… io dovrei essere quantomeno un polipo per fare una cosa del genere!!!

Bagnarsi leggermente le mani con l’acqua acidulata (3 parti di aceto di riso e 5 parti di acqua) e iniziare a modellare il riso formando una polpettina allungata della lunghezza di 3 dita.

Tenere la polpettina in una mano e, con due dita dell’altra mano, pressare 4 volte poi girare la polpettina e pressare altre 2 volte. Prendere il filetto di pesce, se si gradisce condirlo leggermente con una punta minuscola di wasabi, e appoggiarlo sulla polpettina di riso. Il pesce deve sporgere e cadere da una parte e dall’altra rispetto alla polpetta di riso.

NIGIRI “COTTI”

Nigiri zushi 1_salmone affumicato

Ricavare dalla fetta di salmone affumicato una striscia rettangolare e adagiarla sulla polpettina di riso. Questa potrebbe essere anche una simpatica alternativa ai crostini col salmone tipici della vigilia di Natale.

Nigiri zushi 2_salmone affumicato e scorzetta di limone

Come sopra (nigiri sushi_1) ma aggiungendo una scorzetta di limone che, oltre a essere decorativa, apporta un gusto particolare al bocconcino.

Nigiri zushi 3_ebi

Preparare il gambero cuocendolo infilato su uno spiedino (come trovate nel post sulla preparazione degli ingredienti). Una volta cotto incidetelo in modo che rimanga aperto, ma senza dividerlo nettamente in due.

Prendete la polpettina di riso, spargeteci sopra una punta di maionese al wasabi e appoggiateci sopra il gambero.

In alcuni supermercati ben forniti potete trovare i gamberi già pronti per questo nigiri sushi

Nigiri zushi 4_ebi e uova di lompo

Come sopra (nigiri sushi_3) ma aggiungendo una punta di uova di lompo che, oltre a essere decorative, apportano un gusto particolare al bocconcino.

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NIGIRI “CRUDI”

Se vi state buttando sul pesce crudo significa che avete trovato un pescivendolo di fiducia che può procurarvi pesce abbattuto, o che avete un abbattitore. Potete utilizzare tutti i pesci che di norma si possono mangiare in carpaccio, come tonno, salmone e branzino (questa volta il nostro pescivendolo aveva finito il tonno, che ci piace molto, ma ci rifaremo!).

Nigiri zushi 5_salmone crudo

Ricavate dal vostro trancio spellato e spinato delle fette di circa 3-4 mm di spessore e poco più lunghe della polpettina di riso. Sulla parte che andrà a contatto con il riso passate una punta minuscola di wasabi poi appoggiate il pezzetto di salmone sul riso.

Nigiri zushi 6_branzino crudo

Ricavate dal vostro trancio spellato e spinato delle fette di circa 3-4 mm di spessore e poco più lunghe della polpettina di riso. Sulla parte che andrà a contatto con il riso passate una punta minuscola di wasabi poi appoggiate il pezzetto di branzino sul riso.

 

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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