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Nuvole e lenzuola

Eccoci qui, ormai non speravamo più neanche noi di farcela, ma non potevamo mancare per l’ultimo appuntamento con i contest di Elisa, questo giro su cibo e musica. Abbiamo partecipato all’appuntamento food&cinema, con il Quarto di libbra e il Frappè “Martin and Lewis”- da Pulp fiction (Quentin Tarantino)  e il nostro viaggio sentimentale nel cioccolato cinematografico (per il quale ci siamo messi a fare i cioccolatini in pieno agosto: sconsigliatissimo!!!). Non siamo mancati all’appello neppure per Food and…Letteratura dialettale, tema veramente difficile ma che mi ha fatto rispolverare un po’ di tradizioni modenesi e che ha fatto scoprire i borlenghi a tante persone, in primis al mio ragazzo. Speriamo che questa sia solo una pausa, e che in futuro i suoi contest così creativi riprendano con nuovi e divertenti temi.

Il tema di questo (spero non) ultimo contest è la musica :) Sono una grandissima appassionata di musica e in questi mesi ho tanto pensato… mi immaginavo Kurt Cobain davanti a un fish & chips (e taaaaanta birra) in un fumoso pub, mentre scherzando nasceva Smells like teen spirit. Questa canzone è forse la più “banale” se si pensa ai Nirvana, e non è neppure la mia preferita… ma nella mia immaginazione visualizzo nitidamente com’è nata, con Kathleen Hanna che prendeva in giro Kurt perchè profumava di “Teen Spirit”, un deodorante per adolescenti molto in voga all’epoca, e Kurt che interpretava questa affermazione come una profonda riflessione sulla loro generazione rivoluzionaria. Forse il fish & chips lo avrebbe anche mangiato, ma più per fame chimica. In generale, se penso ai miei gruppi preferiti, non mi danno esattamente l’impressione di essere (o essere stati) dei gran mangioni… E proprio per questo ho avuto difficoltà nell’abbinare piatti a canzoni/cantanti rock… li avrebbero poi mangiati quei piatti? D’altra parte Polly voleva un cracker, non un piatto di lasagne. Scherzi a parte, i temi trattati sono molto difficili, a volte drammatici, insomma… tante riflessioni e tante domande su quale canzone reinterpretare, ma niente da fare… il vuoto!!

Alla fine l’ispirazione è arrivata fulminea: mentre passava “Nuvole e lenzuola” dei Negramaro alla radio ho visualizzato chiaramente il piatto nella mia mente. Qualche anno fa ho sentito un’intervista a Giuliano in cui diceva che le nuvole rappresentano il lato sognatore della vita, mentre le lenzuola quello passionale. Mi è subito tornato alla mente un piatto della mia infanzia, che mi preparava una “nonna” originaria dell’est Europa. Noi bambini le chiamavamo “le nuvolette”: bianchi d’uovo montati, cotti nel latte. Erano veramente buoni, ma era talmente tanto tempo che non li mangiavo che me ne ero dimenticata completamente (il potere evocativo della musica!). Come mi son tornati in mente non aspettavo altro che arrivasse il weekend per avere il tempo di prepararli e potermeli gustare.

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Ecco quindi una nuvoletta su un letto di crema all’uovo, all’alchermes (perché non poteva mancare un tocco di rosso!) e al cioccolato (cosa c’è di più lussurioso e passionale del cioccolato?) sotto un lenzuolo sgualcito di cioccolato (perchè una cosa più lussuriosa del cioccolato c’è, ed è il doppio cioccolato!). E non so voi cosa ne pensiate (probabilmente che io sia impazzita), ma per me se le nuvole si potessero mangiare avrebbero esattamente quella consistenza e quel sapore.

Per le nuvolette:

  • ½ litro di latte (di mucca o di soia)
  • 3 albumi
  • 150 g di zucchero
  • un pizzico di sale
  • una punta di vaniglia in polvere

Una modifica apportata alla ricetta originaria è stata cuocere le nuvolette nel latte di mandorle… ero troppo curiosa di mettere insieme i due sapori e devo dire che la differenza nel sapore della nuvoletta non è tanta… ma il latte di mandorle condensato dalla cottura che avanza è veramente straordinario e potete versarvelo nel piatto con la crema e la nuvoletta, facendo un bel pasticcio ma creando un’esplosione di gusto!!! Utilizzando il latte di mandorle non ho aggiunto nè zucchero nè vaniglia. Quindi, ricapitolando gli ingredienti utilizzati questa volta:

  • ½ litro di latte di mandorle (di quelli dolcificati naturalmente)
  • 3 albumi
  • un pizzico di sale

Montate a neve ben soda gli albumi. Mettete a cuocere il latte e, quando comincerà a bollire, unite il pizzico di sale ed eventualmente lo zucchero e la vaniglia. Gettatevi una cucchiaiata di albume montato e lasciatela cuocere circa due minuti nel bollore del latte. Qui ho avuto una difficoltà in quanto la ricetta che mi è stata tramandata è particolarmente ermetica: ho capito che gli albumi devono cuocere nel latte che bolle, che si ingrossa perchè vuole uscire dalla pentola e che quindi riveste ben bene le palle di albume, che altrimenti galleggerebbero. Ho quindi alzato e diminuito in continuazione la fiamma del gas, in modo da avere il latte che bolliva ma al tempo stesso di non lasciarlo fuoriuscire dalla pentola. Tutto questo sudando freddo perchè il piano cottura era appena stato tirato a lucido!! Non avendoci ancora attivato internet a casa dopo il trasloco (sgrunt!) non abbiamo potuto ricercare se qualche altra blogger fosse a conoscenza di questa ricetta e sapesse come effettivamente bisogna svolgere questo passaggio… se volete rifare la ricetta a casa, abbassate e alzate la fiamma del gas come abbiamo fatto noi… e preparate questo piatto quando il piano cottura è già sporco.

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Lasciatele gocciolare su un foglio di carta assorbente o su un grigliato metallico di quelli che si usano per fare i cioccolatini. Le nuvolette si sgonfieranno leggermente e si possono mangiare sia calde che fredde.

Le “nuvolette” si servono solitamente con una crema all’uovo semplice, fatta solo con i tuorli d’uovo perché i bianchi servono per le nuvolette, o con una crema alla vaniglia. Dovrò provarle dentro al gelato… secondo me potrebbe essere un abbinamento interessante!

Per le creme (qui per altre versioni della crema pasticcera, ad esempio più leggera, rapida o dolcificata naturalmente):

  • 500 g di latte o 450 g di latte di soia
  • 150 g di zucchero
  • 50 g di farina 00 o di farina di riso
  • 3 tuorli d’uovo
  • un goccio di alchermes per la crema rossa (ho aggiunto anche una goccia di colorante alimentare rosso… lo so, non si fa, ma ci tenevo tanto a questo contest!)
  • cioccolato fondente per la crema al cioccolato

Mescolate uova, farina e un bicchiere di latte, facendo attenzione a eliminare i grumi (eventualmente aiutatevi con un frullatore a immersione). Mettete a cuocere il latte rimanente con lo zucchero e, quando arriverà a bollore, travasatelo nella ciotola con le uova e la farina. Rimettete subito il composto sul fuoco mescolando sempre per evitare la formazione di grumi, finchè la crema non sarà pronta (inizierà a bollire e sarà della consistenza giusta).

Dividete la crema ancora calda in tre ciotole: una la lascerete al naturale, in una verserete l’alchermes e nella terza butterete alcuni cubetti di cioccolato (la crema incandescente scioglierà il cioccolato: voi limitatevi a mescolare bene!).

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Impiattate facendo un letto con le creme, aggiungendo le nuvolette e il cioccolato sciolto (noi lo abbiamo versato in uno squeezer per poter controllare meglio le decorazioni, ma potete utilizzare anche un cucchiaio) poi… tornate a impiattare utilizzando il set per i fingerfood!!! Diciamo che sulla parte relativa all’impiattamento abbiamo ancora taaaanto da imparare…

Speriamo comunque che la ricetta vi sia piaciuta, noi ci siamo gustati questo piatto dalla consistenza decisamente vellutata e che – a nostro parere – unisce creatività e passione… nuvole e lenzuola!

Con questa ricetta abbiamo partecipato (e vinto!!!) al contest di Elisa “Contaminazioni. Food and…musica”:

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Pensacuoca

Creativa nel DNA, il suo animo spazia dalla precisione di una segretaria svizzera alla sregolatezza di un musicista underground.
Prende appunti, annota tutto, studia, legge, intraprende preparazioni lunghe e difficili e poi butta tutto in vacca dimenticandosi il sugo sul fuoco o tagliando la decorazione in cubetti casuali. Per fortuna c'è Fotomangio, che un po' la sgrida e un po' la salva...

9 commenti

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  • Ecco io ora mi sciolgo. Primo perché questo dolce è di un goloso pazzesco, secondo perché sono lusingata del fatto che il mio contest ti sia piaciuto così tanto e sono davvero contenta che tu sia riuscita a partecipare anche questa volta, nonostante le difficoltà iniziali :)
    Mi piacciono molto i Negramaro e credo che la leggerezza di quelle nuvolette ben interpreti il lato sognatore a cui alludeva Giuliano, complimenti e grazie infinite! :)

    • Grazie mille :) Devo dire che mangiare questo dolce è stato un vero e proprio “morso di infanzia”… Avevo fatto una dose quasi raddoppiata perchè temevo non venisse bene al primo colpo ed ero pronta per fare più esperimenti… Alla fine è venuto perfetto sin da subito, ed è sparito tutto in un battibaleno!!

    • Grazie mille cara!! Devo dire che a noi questa ricetta è piaciuta molto quindi te la consiglio di sicuro!! Quando poi capirò come fare a tenere il latte in ebollizione ma non farlo uscire dalla pentola…

  • Caspita che belle nuvolette! che bella interpretazione ! ricerca e studio per gli ingredienti più adatti all’interpretazione! Anche qui hai saputo comprendere Elisa e il suo pensiero nel proporre questo contest : sei stata davvero brava!

    • Grazie grazie grazie!!! è un’onore che ti sia piaciuta la ricetta, e non riusciamo ancora a credere di avere vinto!!! :)

  • Congratulazioni davvero! A parte la canzone bellissima la ricetta mi era del tutto sconosciuta! Una vera meraviglia, vittoria meritatissimaaa! :D Un abbraccio forte!

    • Grazieeeee!!!!!!!! Tutti questi complimenti ci stanno facendo vivere una giornata di “blog-compleanno” davvero molto felice!!! Un bacione!!!

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