gli ingredienti

Pomelo. Il passato che ritorna!

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Avere un blog di cucina esalta la voglia di sperimentare. Quando si gira tra i banchi di frutta e verdura in mercati e supermercati, spesso ci si sofferma su prodotti curiosi, poco o nulla noti. In questa epoca di OGM, frutti senza stagione, lucidi come palle da biliardo o con dimensioni che farebbero impallidire famosi attori di film “allegri”, la comparsa di una novità spesso ci porta a pensare: “ok, se ne sono inventati un’altra, come se Madre Natura non ci offrisse abbastanza!”. Questo è quello che ho pensato quando, qualche settimana fa, ho notato il POMELO (citrus maxima, genere Citrus, famiglia delle Rutaceae). Il nome, che sembrava uno strano mix di frutti, non faceva ben sperare, tanto quanto il modo con cui era confezionato: pellicola trasparente più retina di nylon “aderentechenemmenocicciolina”, quindi ho tirato dritto e l’ho lasciato nelle cassette.

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Ma il seme era piantato e cominciava a solleticare la mia curiosità.

La volta successiva quindi, mi sono fermato a leggere la dettagliata scheda in formato A4 appesa di fianco al prezzo, per capire cosa i novelli Mendel avessero incrociato per ottenere il pomelo e SORPRESA! NIENTE!!! La scheda raccontava infatti che si tratta di un agrume antico, uno dei tre del genere citrus (gli altri sono il cedro e il mandarino) dai quali discendono tutti gli agrumi moderni!

DSC_0524Il pomelo (o pummelo o pampaleone) è originario del sud est asiatico, assomiglia a un grosso pompelmo con una forma piriforme e un colore che va dal giallo al rosa, con riflessi arancio e verdi. Le sue dimensioni sono davvero notevoli, può arrivare fino a 30 cm di diametro e pesare fino a 10 kg, ma quelli che si trovano ai mercati di solito sono grossi circa come un piccolo melone. Nonsotante le dimensioni esterne, il pomelo sotto la buccia ha uno spesso strato di massa bianca spugnosa non commestibile, l’albedo, che costituisce anche la quasi totalità della protuberanza sommitale. Nonostante questo, non tutti sono in grado di mangiarne uno intero.

Ma di cosa sa? La polpa, giallo paglierino come i pompelmi, è dolciastra, per niente acida e con un sapore molto delicato e un retrogusto leggermente amaro molto gradevole. Questo lo rende ideale anche per insalate di vedura, frutta o legumi e per essere candito. La scarsità di succo lo rende poco adatto alla spremitura.

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Ma il pomelo fa bene? 100 gr. di pomelo forniscono 38 cal., 0 (zero!) lipidi e colesterolo, 1 mg di sodio, 216 mg di potassio, 1 gr di fibre, 0,8 gr. di proteine, acido ascorbico, ferro (0,1 mg), magnesio (6 mg). Quindi sicuramente è un alimento sano, inoltre è ricco di vitamina C, del gruppo B (compreso l’acido folico) e betacarotene. Varie ricerche sembrano attribuirgli effetti benefici sulla salute e lo consigliano nelle diete ipocaloriche anche per la sensazione di sazietà che regala.

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Ma come si mangia? Inanzitutto lavatelo e sbucciatelo. La buccia e l’albedo non sono edibili. Poi lo potete consumare così com’è oppure, come già detto, in insalata o accompagnato ai crostacei.

Fin qui i vantaggi, ma ogni rosa ha le sue spine. Il pomelo che acquistiamo spesso arriva da molto lontano, quindi la sua impronta ecologica non può essere trascurata. La necessità di lunghi trasporti spiega la ceratura superficiale e la pellicola plastica che li protegge. Purtroppo ho mancato di notare da dove arrivano quelli che ho acquistato io. Questo spiega anche la scarsità di succo all’interno, dovuto alla disidratazione; nei paesi d’origine infatti viene usato anche per al produzione di succhi. Quando scegliete un pomelo quindi, orientatevi verso quelli più pesanti e sodi, più ricchi di succo. Un pomelo grande dovrebbe essere migliore di uno più piccolo, perchè ha un miglior rapporto superficie/volume, e quindi dovrebbe essersi disidratato meno.

In conclusione dal punto di vista nutrizionale è sicuramente un alimento da consigliare, ma è giusto che siate consapevoli di cosa comporta farlo arrivare sulla nostra tavola.

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Testo e foto di Fotomangio.

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Fotomangio

Appassionato di cibo e fotografia, si impegna per rendere al meglio le preparazione di Pensacuoca e qualche volta ci riesce anche! In cucina a lui tocca cucinare e lavorare il pesce, sminuzzare, tagliare e fare tutte le piccole lavorazioni regolari e di precisione.

2 commenti

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    • Grazie Omar! Oggi abbiamo anche appreso che quelli che ci arrivano al mercato arrivano dalla Cina, quindi fanno un viaggio decisamente lungo, il che purtroppo non ci entusiasma e ci impedisce di consigliarne un consunmo elevato. Ma possibile che non si possano coltivare anche da noi? Tipo al sud, come le arance?

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