pensieri in libertà

Se vuoi fare il figo…

“Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” è il titolo di un celebre libro di cucina scritto dallo chef Carlo Cracco. Tra poco è San Valentino, e ho iniziato a chiedermi cosa si troverà nei menù di pretenziosi ristoranti come sulle tavole di inesperti comuni mortali per impressionare gli innamorati. Perché si sa, se la serata vuole avere un lieto fine, a cena bisogna stare leggeri e appagare più l’occhio della pancia. Dalla casalinga di Voghera al blasonato ristorante, tutti cercheranno di sfoggiare il meglio sulle tavole, insomma… di fare i fighi! Lasciando perdere alimenti costosi come tartufo e caviale, spesso ammazzati nella qualità dalla nostra inesperienza ai fornelli, vi proponiamo la nostra ironica top 10 delle cose che, nel bene o nel male, fanno figo. Non me ne vogliano i ristoratori (così come la permalosissima casalinga di Voghera), si fa per scherzare! Con questo post apriamo la parentesi di San Valentino con ricette ed idee per il vostro tête-à-tête (noi continueremo a non festeggiare!).

10. scalogno

In ultima posizione lo scalogno che non poteva mancare in questa classifica: se lo dice Cracco, chi sono io per dargli torto. Sarà che mia mamma lo scalogno lo utilizza da sempre, lo metto ma lo colloco in ultima posizione.

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9. cocktail di scampi

Ora alzino la mano quanti di voi, da 30 anni a questa parte, vedono servirsi dalle proprie madri, a ogni ricorrenza speciale, un cocktail di scampi, spesso servito in un pompelmo svuotato, tra foglie di lattuga. Lo riportiamo in elenco perchè, per una buona parte della popolazione, questo è l’antipasto figo per eccellenza. Noi lo consigliamo solo per feste revival anni ’80.

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8. sesamo nero

Amo erbe e spezie, e trovo che siano ingredienti fighi per davvero. Alcune sono meno note e vi permettono di fare un’ottima figura. Il bianco, il rosso e il nero sono colori sempre molto eleganti, perfetti per la vostra cenetta romantica.

7. aceto balsamico

Da vera modenese, seppure trapiantata in un’altra città, sono tenuta a dire che non c’è piatto nobile che si rispetti che non venga impreziosito dall’aceto balsamico tradizionale. Quello denso, anzi densissimo, che i veri modenesi non acquistano ma lo producono direttamente, o lo ricevono in regalo da amici con l’acetaia in cambio di biscottini, marmellate, conserve o quant’altro (evviva la società del baratto!). Quando non si ha a disposizione l’aceto tradizionale invecchiato, si utilizzano riduzioni di aceto balsamico. Da non confondere con la glassa di aceto balsamico tipo Ponti.

6. fili di caramello

Quante googelate di dolci ho fatto, e quante volte sono venute fuori fotografie di splendidi dolci meravigliosamente ornati con fili di caramello. Salvo poi farlo a casa: un lastrone di zucchero, amarissimo, che potrebbe procurarvi scottature di quarto grado. Se invece siete esperti pasticceri, ricordatevi che lo zucchero è igroscopico quindi si scioglie con l’umidità: i fili vanno preparati appena prima di servire il dolce.

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5. petali e germogli

Petali di rosa, di viola, di gelsomino, germogli di varia natura (ad eccezione di quelli di soia che fanno tanto ristorante cinese, ammazzando l’aurea di cosa figa)… una delizia per gli occhi… ma per il palato? Assicuretevi sempre di considerare l’abbinamento, la freschezza dell’ingrediente e la sua provenienza: un risotto con le rose di serra potrebbe non essere una pietanza al top…

4. fiocchi di sale

Se non li conoscete, ve li consigliamo caldamente: croccanti al palato, piacevoli alla vista, originali e poco conosciuti. Salano meno del sale tradizionale, vi permettono di impreziosire insalate, verdure e tutto ciò che viene salato dopo la cottura. Ecco, non salateci l’acqua della pasta cercando poi di convincere il commensale che la pasta ha quel retrogusto sapido che solo i fiocchi di sale sanno conferirgli. Volete un tocco di eleganza in più? Fiocchi di sale neri, come quelli nella foto qui sotto.

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3. fragole

Nell’immaginario collettivo, amore e San Valentino richiedono fragole, magari con le bollicine. E se il rosso è il colore della passione, siete sicuri che il sapore smunto di fragola invernale possa corrisponderne al gusto? Più amore per le stagioni, per l’ambiente e anche per voi stessi! E se proprio non potete rinunciare alle fragole, ricorrete a quelle essiccate naturalmente… e allora sì che fate i fighi!

2. pesce crudo

Al secondo posto troviamo il clichè più abbinato al popolo più figo del mondo: il sushi dei giapponesi. La cultura e l’espressione estetica di questo popolo è inconfutabile. Un po’ più incerta la nostra preparazione nel servire pesce crudo: prestare la massima attenzione e rivolgersi al pescivendolo di fiducia.

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1. ostrica

È il cibo afrodisiaco per eccellenza, ma attenzione che sia fresca, o la serata romantica può avere risvolti molto meno aulici! Bisogna anche saperla mangiare, per evitare che vada a finire sulla camicia, o di produrre rumori poco seducenti!

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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