libri ricette

Il tortino di triglie e patate di Livia e le donne di Montalbano

Il commissario Salvo Montalbano, protagonista dei gialli dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, è noto per il suo acume e “(…) quando voleva capire una cosa, la capiva”[1]. Montalbano ha un forte legame con la sua terra, la sua donna e, soprattutto, con il cibo e questi elementi, insieme alle sue piccole contraddizioni, alle sue manie e ad un personale senso della giustizia, lo rendono quanto mai reale e familiare.

Tra gli aspetti più concreti e passionali della vita di Montalbano due spiccano su tutti: il cibo e le donne. Non necessariamente in quest’ordine di priorità, ma fortemente legati tra loro.

I pasti, nei romanzi ancora più che nella trasposizione televisiva, sono un momento importante della giornata del Commissario, piacere che vuole assaporare in solitudine o, quando in compagnia, in rigoroso silenzio.

Montalbano mangia spesso fuori casa, nelle diverse trattorie e ristoranti di Montelusa e Vicata, ma il vero sancta santorum è la sua casa di Marinella. Dentro casa o sulla veranda affacciata sul mare, Salvo si rigenera, ritrova il legame con la sua terra attraverso i cibi che di volta in volta trova pronti in frigo o nel forno.

Ogni uomo ha le sue debolezze e Salvo Montalbano non sa resistere a un piatto ben cucinato.

tortino triglie patate commissario montalbano livia calendario del cibo italiano giornata nazionale pesce

La passione di Montalbano per il cibo si intreccia con almeno tre donne. Ognuna di esse ha un ruolo nella vita di Salvo che si può definire proprio in relazione al cibo. Nei romanzi di Camilleri sono diverse le donne che a vario titolo incrociano la strada del Commissario Montalbano e alcune più di altre lo toccano nel profondo. Chiariamoci subito però: Salvo Montalbano è fidanzato con Livia ed è un uomo di sani principi morali, fedele in primis a se stesso e con un suo personale senso della giustizia; come tutti gli uomini, è sensibile al fascino femminile ma non è un donnaiolo.  Solo il cibo lo porta mentire a Livia e solo per il cibo arriva ad anteporre le sue “necessità” a quelle delle compagna.

I tre personaggi femminili principali che ruotano attorno a Salvo Montalbano sono: Adelina (la cammarera), Livia (la fidanzata) e Ingrid (la svidisa). Leggendo un po’ trasversalmente i ruoli di queste donne e mettendole in relazione con il cibo e Salvo, mi sono fatto l’idea che Adelina incarni il cibo preparato, Livia quello condiviso, mentre Ingrid gli aspetti più sensuali.

Adelina Cirrinciò è la “cammarera, la fimmina che una volta al giorno veniva a dargli adenzia” . Adelina si occupa della casa e delle necessità domestiche, fa la spesa e soprattutto cucina; vera maga dei fornelli e gelosa custode delle sue ricette tradizionali, fa trovare sempre qualcosa di pronto a Salvo nel frigorifero o nel forno. Senza che i due si incontrino o si parlino se non per strettissima necessità, Adelina intuisce sempre lo stato d’animo del Commissario e di conseguenza gli prepara un manicaretto adeguato alla situazione. Ma non è tutto qui, Adelina è “madre di due figli irrimediabilmente delinquenti, uno dei quali stava ancora in galera”[2] per mano del Commissario. Nonostante questo, o forse proprio per questo, il legame tra i due è molto forte e scatena le gelosie di Livia.

tortino triglie patate commissario montalbano livia calendario del cibo italiano giornata nazionale pesce

Livia Burlando è la fidanzata storica di Salvo, vive a Genova e quando può scende in Sicilia e i due si sentono regolarmente al telefono. Livia cucina poco e le sue ricette a Salvo sembrano scialbe, quasi a rimarcare le profonde differenze tra il mondo di Livia, cittadina e lavoratrice, e quello di Salvo, ancora legato a ritmi lenti e saperi antichi incarnati da Adelina. Salvo tuttavia apprezza molto lo stare a tavola con Livia, anche perché quando mangiano lei non apre bocca. Può sembrare poco o sminuente, ma abbiamo già capito quanto conti questo per Salvo.

Livia non sopporta la presenza di Adelina, con la quale si sente in competizione, e non manca di farlo notare: “Si è mai visto un poliziotto che tiene a servizio la madre di un tizio che ha fatto arrestare? Quella prima o poi ti avvelena!”[3]. L’antipatia, se non proprio reciproca, è però ben percepita dalla cammarera, che non manca di “sparire” quando Livia soggiorna a casa di Salvo, mancando di curare la casa e cucinare. Questa situazione ovviamente lascia Salvo quasi nella disperazione, data la sua incapacità di provvedere a se stesso in casa e, soprattutto, per la mancanza dei manicaretti che è abituato a trovare.

Se la gelosia di Livia nei confronti di Adelina è comprensibile quanto infondata, la minaccia più concreta alla serenità della coppia  arriva dal cibo. In almeno due casi, infatti, il commissario antepone i piaceri della tavola ai suoi doveri di fidanzato. Ne “Il ladro di Merendine” Salvo si attarda ad assaporare un piatto di triglie fritte da Calogero lasciando Livia, appena atterrata a Palermo, ad aspettarlo in aeroporto. Se questo può essere un peccato veniale, ben di peggio fa in occasione del Capodanno raccontato ne “Gli arancini di Montalbano”, durante il quale lascia sola la fidanzata che lo attende a Parigi perché proprio non può perdersi gli arancini. Quali? Ma quelli di Adelina, e chi se no?

Gli aspetti più sensuali del cibo si ritrovano spesso nelle descrizioni che Camilleri ci fa dei pasti del Commissario Montalbano, con descrizioni evocative che coinvolgono il lettore.

C’è però una donna che fa provare a Salvo sensazioni comparabili a quelle che prova a tavola: la svidisa Ingrid Sjöstrom.

Ingrid è sposata a un giovane locale e conosce il Commissario nel corso di un’indagine (La forma dell’acqua) Nonostante le iniziali avances alle quali Salvo comunque resiste, i due diventano buoni amici e lei lo aiuta in alcuni casi, pur non mancando di stuzzicarlo, consapevole della correttezza dell’amico.

Ingrid è sensuale e disinvolta e rappresenta l’alleggerimento che serve a Salvo in alcuni momenti delle sue indagini. La ritroviamo spesso in momenti di relax, a tavola o mentre bevono. Salvo non è indifferente al fascino di Ingrid e in un episodio de “Il giro di boa”, turbato dalla vista di lei che gli dorme accanto e inebriato dal suo profumo di albicocca, lascia il letto e si va a coricare sul divano. A turbare il commissario non era stata tanto la vista, ma proprio il profumo, rievocandogli parole udite da giovane su “certe buone albicocche… si spaccano a metà, si premono con due dita, per lungo… come due labbra succose”.

Il cibo consolida l’amicizia tra la bella svedese e il Commissario. La forza del legame è secondo me ben sintetizzata da un altro episodio de “Il giro di boa” nel quale Salvo affida a Ingrid la scelta del ristorante e di un menù completamente diverso dai suoi abituali piatti di pesce, che lo lascia comunque soddisfatto.

La maggior parte del tempo che Salvo e Ingrid trascorrono mangiando e bevendo, lo passano nella casa di Marinella. Il terrazzo è spesso lo scenario delle bevute tra i due e il whisky, che entrambi prendono liscio, li aiuta a rilassarsi e rafforza la loro amicizia.

Dovendo scegliere una ricetta per celebrare questa Giornata Nazionale, il primo pensiero è andato agli arancini, ma la scelta sarebbe stata scontata.

Ho preferito quindi orientarmi su un piatto di pesce, assecondando le preferenze del Commissario, ma io non sono Adelina e non sono nemmeno siciliano, quindi rischiavo di addentrarmi in un piccolo campo minato.

In quanto uomo del nord ho alla fine pensato di affidarmi a Livia, che si trova in una situazione simile alla mia. La competizione con Adelina la spinge addirittura a sfidarla sul suo campo, cucinando per Salvo un tortino di triglie e patate che, da come viene accolto, ci trasmette tutto il piacere di una piccola rivincita di Livia: “Ottimo, devi dire ad Adelina…”. “Adelina stamattina è venuta, m’ha visto, ha detto non voglio darti disturbo, ha voltato le spalle e se n’è andata”. “Stai dicendomi che questo tortino l’hai fatto tu?”. “Certo!”.[4]

Ecco quindi la soluzione.

tortino triglie patate commissario montalbano livia calendario del cibo italiano giornata nazionale pesce

Tortino di triglie e patate di Livia

La ricetta è un adattamento di quella contenuta nel libro “I segreti della tavola di Montalbano”[5].

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 triglie di scoglio
  • 2 patate
  • 12 olive verdi denocciolate
  • 1 cucchiaio di pinoli tostati
  • 1 cucchiaino di aceto balsamico di Modena
  • 12 capperi di Pantelleria
  • 1 rametto di timo
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Basilico
  • Sale e pepe

Lavate accuratamente le triglie privandole delle squame sottili che le ricoprono; sfilettatele delicatamente e privatele delle lische con una pinzetta.

Pelate le patate e grattugiatele  scaglie in una terrina. Noi le abbiamo tagliate come si fa per il rösti.

Tritate i capperi, i pinoli tostati e le olive grossolanamente e incorporateli alle patate.

Unite il timo sminuzzato, sale e pepe.

Utilizzando un coppapasta rotondo, formate 4 a hamburger di patate pressandoli bene. L’ideale sarebbe avere degli hamburger di circa 1-1,5 cm di spessore, per avere un buon rapporto tra le consistenze croccante e morbido e tra patate e pesce.

Cuoceteli in una padella antiaderente leggermente unta d’olio e, appena dorati, adagiateli su un foglio di carta assorbente e passateli nel forno caldo a 190° per 15 minuti. Adagiate sugli hamburger 4 filetti di triglia ciascuno, sovrapponendoli leggermente, e ripassateli in forno altri 5 minuti.

In un mixer frullate il basilico con olio, sale e pepe e filtrate. Servite i tortini con un filo di olio al basilico e qualche goccia di aceto balsamico.

tortino triglie patate commissario montalbano livia calendario del cibo italiano giornata nazionale pesce

[1] La forma dell’acqua

[2] Il cane di terracotta

[3] “Il ladro di merendine”. Trasposizione televisiva

[4] Il ladro di merendine

[5] Campo, S. “I segreti della tavola di Montalbano”, Il leone verde edizioni, Torino 2009. ISBN 978-8895177-47-2. Pg. 99

2516 amici sono stati qui 1 amici oggi sono stati qui

Fotomangio

Appassionato di cibo e fotografia, si impegna per rendere al meglio le preparazione di Pensacuoca e qualche volta ci riesce anche! In cucina a lui tocca cucinare e lavorare il pesce, sminuzzare, tagliare e fare tutte le piccole lavorazioni regolari e di precisione.

5 commenti

Clicca qui per postare un commento

Ti è piaciuto? non ti è piaciuto? lasciaci un commento!

  • Carissimi l’idea di riprodurre la ricetta di Livia era venuta anche a me, da genovese che poco conosce la cucina siciliana. La foto delle triglie parla! Mi è piaciuto molto l’excursus sul rapporto tra Salvo e le “sue” donne cadenzato dal cibo. Grazie per il vostro contributo. :-)

    • Ciao Ilaria, devo dire che prima della ricetta il pensiero si è concentrato sul tema, volevo dare una lettura trasversale di un aspetto di Montalbano che non fosse solo il rapporto col cibo. Poi, leggendo, la scelta delle triglie è venuta quasi automatica. Anche a me la foto piace molto!

    • Ma grazie! la presentazione è assolutamente personale, non ho trovato immagini sul piatto, ma forse meglio così. Il piatto è davvero buono, merito delle triglie e del mix di ingredienti che condiscono le patate!

  • Che Montalbano non sia un personaggio facile lo abbiamo capito, ma come donna che ama la cucina, io trovo che un uomo con una tale e profonda passione per un piatto ben fatto sia un uomo dal fascino irresistibile.
    A tavola si può anche non parlare se per noi parla il cibo e la religiosa meditazione di Montalbano di fronte alla cucina rispettata e celebrata con semplicità, ce lo rende indimenticabile ed irresistibile. Tanto quanto gli arancini di Adelina, di cui è innamorato.
    Un post magnifico che rende onore ad un grande scrittore con una ricetta strepitosa. Bravissimi.

Non perderti nessun articolo!

Orgogliosi di essere in

Orgogliosi di essere in

Partecipiamo al

Partecipiamo al

Archives

Acqua&Menta è membro di

aifb associazione italiana food blogger

Seguici su:

 

facebooktwittergoogle+pinterestyoutuberss

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: