pensieri in libertà

What I want: il sogno dello Zero5

articolo di Fotomangio

Da circa una settimana è uscito il numero 05 di TuttoQui&Dintorni, questa volta dedicato al sogno. In preparazione del numero mi è venuta voglia di scrivere della mia passione e del mio sogno, quello del volo, che per una serie di motivi non ho mai inseguito davvero ma che mi è rimasto addosso come una vera passione. Di seguito, un po’ rivisto, trovate quello che sarebbe potuto diventare il mio pezzo, se non avessi avuto nel mentre l’idea di coinvolgere anche un’altra persona in questo piccolo progetto, limitando per esigenze di redazione la mia parte al cappello introduttivo.

IMG_2132

Dal mito di Icaro, punito per la sua presuntuosa intraprendenza, ad oggi, il volo simboleggia l’ambizione umana di avvicinarsi agli dei celesti. Anche per i Negrita “L’uomo sogna di volare” e volare è davvero il sogno più antico dell’uomo: vincere la forza di gravità, lasciare a terra il nostro peso e spostarci liberamente nelle tre dimensioni. Nei nostri sogni spesso siamo capaci di librarci in volo e molti supereroi sanno volare.

Per secoli l’uomo ha cercato di librarsi in cielo, sono celeberrime le macchine volanti di Leonardo da Vinci, concepite studiando per anni il volo degli uccelli e intuendo, come nel caso dell’elicottero, che l’aria avesse un comportamento simile ai fluidi. Verso la fine del Settecento i fratelli Montgolfier offrono la possibilità di alzarsi in cielo sfruttando palloni ad aria calda, dando vita al volo con “i più leggeri dell’aria”. Per un vero volo dobbiamo arrivare fino al 17 dicembre 1903, quando due fratelli fabbricanti di biciclette fare alzare dalla spiaggia di Kitty Hawk in Ohio un trabiccolo di legno e tela spinto da un motore a scoppio. Il “volo” copre poco più di 30 metri, ma il trabiccolo ha l’azzeccato nome di “Flyer” e loro sono Wilbur e Orwill Wright, considerati i padri del volo moderno, quello con velivoli “più pesanti dell’aria”. Il sogno era finalmente realtà, e potenzialmente alla portati di tutti.

Il volo è anche al centro di molta letteratura che conosciamo, dal “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exuperye, a Richard Bach, autore de “Il gabbiano Jonathan Livingstone”. Saint-Exuperye fu autore di diversi testi sul periodo pioneristico del volo, era egli stesso un pilota durante la seconda guerra mondiale e scomparve proprio durante una missione di ricognizione tra la Corsica e la Francia, nel 1944. Richard Bach è anch’esso pilota e nel “Gabbiano” identifica il volo con la capacità di superare i propri limiti e raggiungere i propri obiettivi con l’impegno e la perseveranza. Nel suo primo libro, “Straniero alla terra”, invece approfitta di un lungo e solitario volo notturno sopra l’Europa centrale per ripensare alla sua vita e al mondo da un punto di vista privilegiato, qui il volo diventa strumento per sondare l’animo dell’uomo.

Per molti di noi il volo resta un sogno, che ci teniamo dentro per tutta la vita, godendo dei rari istanti in cui possiamo salire su un aereo o qualunque altra macchina volante, o limitandosi ad alzare il naso verso il cielo per ammirare le evoluzioni degli altri, quelli che quel sogno lo hanno realizzato, ognuno a modo loro.

Poi c’è anche chi vive questo sogno come un incubo, e ha letteralmente paura del volo. Io soffro di vertigini, ma salirei (e l’ho fatto) su qualunque cosa abbia un sedile, un motore e un’ala. Quando mi dicono: “ho paura dell’aereo” oppure “se fossimo nati per volare avremmo le ali” o ancora “Ma è pericoloso!”, mi scappa sempre un sorriso. Come si fa a non avere voglia di sedersi su un seggiolino, dare gas e salire sopra le nuvole, allontanandosi da tutto e tutti? E poi mi torna in mente Richard Bach ” per un pilota volare non è mai pericoloso, infatti un uomo deve essere un po’ matto o sotto il peso del dovere, per rimanere volontariamente in una situazione che considera veramente pericolosa. Occasionalmente gli aerei si schiantano, occasionalmente i piloti restano uccisi, ma volare non è pericoloso, è affascinante.”

Questo breve “pensiero in libertà” apre una parentesi che, se volete, potete chiudere andando sull’ultima pagina di TuttoQui&Dintorni numero 05, che se non riuscite ad avere per le mani, potete consultare cliccando qui. Potrete così anche conoscere il prestigioso ospite che mi ha aiutato a dare un senso a queste righe!

IMG_2134

4881 amici sono stati qui 9 amici oggi sono stati qui

Fotomangio

Appassionato di cibo e fotografia, si impegna per rendere al meglio le preparazione di Pensacuoca e qualche volta ci riesce anche! In cucina a lui tocca cucinare e lavorare il pesce, sminuzzare, tagliare e fare tutte le piccole lavorazioni regolari e di precisione.

2 commenti

Clicca qui per postare un commento

Ti è piaciuto? non ti è piaciuto? lasciaci un commento!

  • Ottimi pensieri, il sogno fa bene al nostro corpo e alla nostra mente, detto ciò non ve lo consiglio un viaggio in una esibizione acrobatica, un mio caro amico me lo ha fatto fare dopo aver insistito moltissimo, so solo che il dopo esibizione è stato traumatico…

    • Grazie del commento Lorenzo, con me però caschi male, io ho girato per anni da più giovane per diverse manifestazioni aeree (alcune estati mi sono fatto davvero mezzo nord Italia) non so esattamente a cosa ti riferisci con “dopo esibizione traumatico”, forse agli ingorghi per uscire dagli aeroporti? Pazienza, una volta ne valeva sempre a pena, mentre negli ultimi anni le esibizioni in italia sono un po’ tristine, Frecce Tricolori a parte.. Ma se tornessaro gli show di qualche anno fa, andrei di corsa!!!

Non perderti nessun articolo!

Orgogliosi di essere in

Orgogliosi di essere in

Partecipiamo al

Partecipiamo al

Archives

Acqua&Menta è membro di

aifb associazione italiana food blogger

Seguici su:

 

facebooktwittergoogle+pinterestyoutuberss

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: