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10 prodotti per il Salone (del Gusto). Le scelte di Lui

Il solo nome “Salone internazionale del gusto” evoca nella mia testa non solo sapori, ma anche e soprattutto immagini; immagini di un mondo di piccoli produttori, di attenzione, di rispetto per le materie prime e per l’ambiente, che viene coltivato ma non sfruttato, di difesa delle tradizioni, delle diversità e delle tipicità. Nel mio mondo tutto questo deve essere fatto con intelligenza, adeguandosi alle possibilità attuali e ai vantaggi che la tecnologia ci offre in tutti i settori, dalla produzione, alla trasformazione, alla comunicazione.

10 prodotti per il salone del gusto

Quest’anno l’Associazione Italiana Food Blogger (AIFB), in collaborazione con Pasta Garofalo e Gente del FUD,  ci ha dato la possibilità di partecipare al Salone del gusto 2014 come ospiti, chiedendo a noi e agli altri soci coinvolti, di raccontare a 360 gradi la nostra esperienza, prima, durante e dopo. Nel “prima” ci è stato chiesto quali fossero i 10 prodotti che avremmo voluto trovare al Salone: domanda facile ma non banale. Come si fa a scegliere 10 prodotti in un mondo così vasto e articolato?

Avvicinandomi al mondo del cibo e cercando di capire cosa è buono e cosa no (con la speranza che il “buono, pulito e giusto” sia sempre l’obiettivo da raggiungere), ho imparato ad apprezzare ciò che si allontana dall’omologazione, che recupera la tradizione, ma anche le novità (per noi occidentali italiani) che spesso non sono altro che tradizioni altrui.

Su questa falsa riga ho costruito mio elenco di desiderata, i miei 10 prodotti per il Salone del gusto, lasciando alla fine le uniche due eccezioni, due deviazioni dal sentiero, due prodotti particolari di altrettanti produttori particolari, che scoprirete dopo che vi sarete letti tutto!

Ragionando di materie prime, mi piacerebbe trovare al Salone del gusto carni italiane di razze minori, siano essi bovini, ovini, suini o quant’altro, perché queste sono parte del patrimonio culturale tanto quanto le ricette che si preparano con i loro derivati. Spesso questi allevamenti sono piccoli e più vicini ai ritmi naturali dell’animale, ben diversi da quelli intensivi di frisone da latte che vedo nella mia campagna mantovana. Per questo mi piacerebbe trovare alcuni di questi allevatori che hanno provato una strada diversa e che cercano di farsi conoscere.

Alla stessa stregua della carne, si può ragionare sul pesce. Innanzitutto cercando di recuperare i pesci poveri, sia di mare che d’acqua dolce, quelli che il mercato non richiede e sono difficili da reperire. Le motivazioni sono diverse, ma in particolare ci aiuterebbe a non intaccare troppo gli stock di alcune specie oltre a scoprire sapori e proprietà nutrizionali eccellenti senza doverci dissanguare in acquisti costosi.

Sempre restando sul pesce, vorrei conoscere meglio la situazione degli allevamenti in Italia e non solo, quelli che hanno un impatto ambientale minore, e dove si trovano quelli più vicini alla mia città, così da cercare di scegliere prodotti il più possibile a KMZero.

Dal pesce alle alghe il passo è breve. Grazie alla cucina giapponese ho imparato ad apprezzare questo alimento, del quale esistono diverse varietà. Le alghe sono decisamente un alimento sano, ricco di sali minerali, e alcuni sostengono che da esse potrà derivare una buona fetta del fabbisogno alimentare mondiale dei prossimi decenni. Personalmente vorrei evitare di consumare alghe che hanno attraversato mezzo mondo per arrivare nel mio piatto, al contrario vorrei trovare al Salone coltivatori di alghe europee, se non addirittura italiane.

Buona parte di prodotti che vorrei trovare a Torino però provengono dall’agricoltura. In particolare mi piacerebbe trovare grani antichi italiani e conoscerne le caratteristiche e gli aspetti nutrizionali. Ho conosciuto il grano Senatore Cappelli, ma so di tentativi di coltivare altre varietà di grano “antico” anche nel Nord Italia.

Dai cereali si ricavano anche molti sostituti di prodotti di origine animale, il latte in primis. Mi piacerebbe quindi trovare diversi prodotti sostitutivi del latte e dei latticini soprattutto, ma che NON derivino dalla soia (ad esempio per sostituire la mozzarella o i formaggi a pasta morbida). Il tema delle sostituzioni mi appassiona molto e ad oggi, a parte qualche eccezione, ancora non ho trovato prodotti soddisfacenti.

Ancora più dura l’impresa di sostituire le uova e spero di trovare qualcuno che in qualche modo ci sta provando e c’è riuscito. Ho saputo di soluzioni che ricorrono ai semi di lino, che messi in acqua creano una specie di gelatina che assomiglia all’albume, ma vorrei saperne di più.

Sono molto incuriosito anche dagli esperimenti di coltivazione di frutta esotica in Italia, come avocado e mango, ma anche agrumi, come il Pomelo, che al momento trovo solo made in China.

Cominciando a guardare oltre i confini nazionali, vorrei trovare tante spezie presentate da produttori dei paesi d’origine, come lo zafferano o il cumino dal sud ovest asiatico, ad esempio, o altre spezie che non conosco.

In tutto questo elenco per la verità piuttosto generico, ci sono due prodotti specifici che vorrei trovare: lamponi e cioccolato, ma non lamponi e cioccolato qualsiasi.

I lamponi sono quelli della Cooperativa Agricola INSIEME e che abbiamo conosciuto grazie al progetto “Un lampo nel cuore”, al quale abbiamo partecipato. La cooperativa sostiene madri e mogli bosniache, nella zona di Bratunac e Srebrenica, che l’11 luglio 1995 hanno visto trucidare figli, padri, fratelli, mariti perché musulmani. Quello dell’11 luglio 1995 resta il più grande genocidio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Mi piacerebbe quindi vedere questa realtà di persona, anche se non in Bosnia per questa volta.

Il cioccolato è quello di un Claudio Corallo, “scoperto” virtualmente sulle pagine del numero di maggio 2014 del Natonal Geographic, il primo di una serie dedicati in larga parte all’alimentazione e al cibo. Dietro questo cioccolato c’è una storia fatta di passione, sacrificio, solidarietà e tanto tanto lavoro fatto e da fare nel piccolo arcipelago-stato africano di Sao Tomé e Principe, ex colonia portoghese.

Più o meno il fatidico numero di 10 prodotti l’ho raggiunto, vedremo adesso quanti di questi avrò la soddisfazione di bollare con un “CELO” e quanti con dovranno ancora avere a fianco “MANCA” dopo la nostra visita al Salone internazionale del gusto” edizione 2014.

10 prodotti per il salone del gusto

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Fotomangio

Appassionato di cibo e fotografia, si impegna per rendere al meglio le preparazione di Pensacuoca e qualche volta ci riesce anche! In cucina a lui tocca cucinare e lavorare il pesce, sminuzzare, tagliare e fare tutte le piccole lavorazioni regolari e di precisione.

8 commenti

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  • Wow…sarà bellissimo fare questo viaggio virtuale insieme a voi!
    Credo che la curiosità e il rispetto non solo verso ciò che mangiamo ma verso ciò che CUCIANIAMO sia ciò che ci distingue dagli animali…dopotutto lo dica anche Michael Pollan… “Cooking Made Us Human” !

  • sono riuscita ora a leggere l’ articolo. Deve essere stata una bella esperienza. io purtroppo alla fine non sono riuscita ad andarci al salone del gusto, sarà per il prossimo anno.
    Per sostituire le uova, la miscela di semi di lino è utile (aostituisce l’ albume più che altro). I manghi siciliani, li ho assaggiati poco tempo fa, e mi sono innamorata. Sono squisiti. Spero nel pomelo ora che ho letto…
    Per quanto riguarda le alghe, io le trovo bio e selvatiche, ed arrivano dall’ ovest dell’ Irlanda. Ci sono i mix, o di un solo tipo. Se vi interessa, vi giro il nome. Buon fine settimana.

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