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La costa sud di Creta: Plakias e Ammoudi

Continuiamo il nostro racconto del viaggio a Creta: nella prima parte vi avevamo parlato della costa occidentale, oggi ci spostiamo a sud.

24 agosto – Partenza per Plakias e spiaggia di Ammoudi

La mattina del 24 agosto lasciamo definitivamente Kasteli – Kissàmos e dopo una lauta (pure troppo!) colazione all’IROON 42 che già un po’ ci manca, ci mettiamo in macchina per coprire i 120 chilometri abbondanti che ci porteranno a Plakias, la nostra prima base nel sud di Creta. Fino a Rethimno ripercorriamo la “New Road E75” in direzione opposta a quella del giorno del nostro arrivo ma sono gli ultimi 30 chilometri a regalarci dei panorami veramente spettacolari. Da Rethimno infatti parte una delle poche strade che permettono di attraversare trasversalmente Creta, la cui orografia dominata dalle Montagna Bianche obbliga spesso a giri molto ampi per spostarsi da una città all’altra. La strada si snoda in un ampio fondovalle ondulato in direzione delle montagne alle spalle della costa sud fino a infilarsi in una stretta e profonda gola scavata dal Megalo Potamos, altisonante nome per un piccolo torrente che sfocia poco distante sulla suggestiva spiaggia di Preveli.

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Labyrinth Studio di Plakias. Sullo sfondo le montagne

A Plakias facciamo l’invadente conoscenza con un aspetto di Creta da cui tutti ci hanno messo in guardia ma di cui fino ad ora avevamo avuto solo un assaggio: il Meltemi, un vento secco che spira da nord a sud nell’Egeo. Appena scesi dalla macchina nel parcheggio del Labirynth Studio veniamo letteralmente spinti dal vento che arrivo teso dalle montagne e infilandosi nell’androne dell’edificio lo trasforma in una specie di galleria del vento! Gli appartamenti del Labirynth Studio sono immersi in un bellissimo uliveto e hanno pure la piscina. Alla proprietaria, che ci accoglie offrendoci le olive di sua produzione e un dolce tipico delle feste religiose a base di semolino e miele, chiediamo se è normale che ci sia un vento così forte e lei ci risponde che capita in questo periodo dell’anno e che era così dalla mattina e che dovrebbe durare 3-4 giorni, proprio la durata della nostra permanenza a Plakias. Ottimo!

Niente di cui preoccuparsi troppo comunque, perché Madre Natura ha pensato a tutto e le spiagge di questa parte di Creta, ad eccezione di quelle più ampie come Souda e Damnoni, sono protette da scogliere che limitano un po’ gli effetti del vento e il fatto che questo spiri da terra lascia il mare  calmo.

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La spiaggia di Damnoni. Bella, ampia ma esposta al Meltemi

Sistemati, pranziamo al volo in appartamento con un’insalata greca (a modo nostro) che ci prepariamo in camera, condita con l’olio che produce la nostra padrona di casa e ci dirigiamo verso le agognate spiagge. Siccome distano poco più di un chilometro, decidiamo di andare a piedi, scelta che non ripeteremo perché il vento alza una discreta quantità di polvere e sabbia, per cui nei giorni successivi ci muoveremo in macchina, nostro malgrado.

Costeggiamo la spiaggia di Damnoni che evitiamo causa vento e proseguiamo sul sentiero che porta alle bellissime spiagge della Grande e della Piccola Ammoudi. Ci fermiamo in quest’ultima, una caletta bellissima e attrezzata con un piccolo e ben curato bar che costituisce anche l’ingresso alla spiaggia. Ci sistemiamo con i teli sul bagnasciuga a ridosso delle rocce per essere più al riparo e ci godiamo il mare.

I fondali di Ammoudi sono belli e variegati, l’acqua diventa profonda abbastanza in fretta e nuotando senza troppa fatica si possono raggiungere una caletta e un’altra piccola insenatura rocciosa molto suggestiva. Grande Ammoudi è un po’ più lontana e se non vi fidate ad andarci a nuoto si raggiunge facilmente anche a piedi, ma è meno riparata, quindi più ventosa.

In queste acqua abbiamo nuotata in mezzo a cefali, aguglie, piccoli pesci gialli in fitti banchi che quando non sono vicini al fondo o agli scogli si radunano formando una palla in continuo movimento.

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Tramonto sulla baia di Plakias

La sera facciamo un giro per Plakias che è davvero carina. Nonostante i molti alberghi e strutture ricettive recenti, le costruzioni non superano i 3-4 piani, dando quindi l’immagine complessiva di una bella cittadina affacciata sulla baia dalla quale godersi i tramonti. Tantissimi i posti in cui mangiare e passare la serata sul lungomare, non eccessivamente invaso dai turisti anche se è evidente che i menù abbastanza appiattiti e ripetitivi sono costruiti per loro.

Noi scegliamo di cenare con due gyros pita e una birra da To Xechoristo (8 euro in tutto) e di finire la serata da Candia, una pasticceria all’inizio del lungomare consigliata anche per colazioni e caffè. I giovani e simpatici titolari scherzano con noi sulle dosi non proprio da nouvelle cuisine dei dolci, ai quali comunque non resistiamo e ci concediamo una bella fetta di torta al cioccolato con gelato e un dolce di pasta kataifi e miele (7,50 euro).

25 agosto – Kalypso e Skinaria

La mattina seguente voglio andare a provare una stretta insenatura che dalle immagini di Google Earth mi ricordava Manarola, ma ancora più stretta. Riusciamo ad arrivarci in macchina con una strada che in certi punti sembrava portarci direttamente già da una scogliera e solo all’arrivo scopriamo che in pratica si tratta di un’area in uso a un resort di lusso con tanto di scuola di immersioni.

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L’insenatura di Kalypso

Il mare qui sembra davvero bello, trasparente e profondo stretto in mezzo alla scogliera ma non siamo riusciti a capire quanto fosse privata l’area, visto che nessuno ci ha impedito l’ingresso e non ci sono cartelli di sorta. In ogni caso ci sentivamo un po’ fuori posto, così cambiamo programma e puntiamo direttamente alla spiagga di Skinaria, dove per 7 euro ci piazziamo su due comodi lettini sotto l’ombrellone.  Skinaria è un’ampia spiaggia incorniciata da due lingue di roccia con uno stupendo mare turchese. Alle spalle della spiaggia c’è il parcheggio e un ristorante che fornisce i servizi minimi. Una decina di file di ombrelloni occupano la porzione centrale, ma la maggior parte della spiaggia è libera. Insieme a noi sono arrivati a Skinaria alcuni sub di un diving center, il che fa ben sperare sulla qualità dei fondali. Il mare è in effetti molto bello e la giornata non particolarmente ventosa ci permette di godercelo appieno.

Il pranzo lo facciamo a base di friselle di orzo, hummus, salsa di peperoni tipica e pomodori freschi, tanto per tenerci leggeri.

La sera decidiamo di andare a cena da Mythos a Damnoni e, nonostante il vento che si è alzato, si riesce a mangiare tranquillamente in veranda perché ben riparata. I proprietari, gentilissimi, ci portano in cucina a scegliere alcune delle portate del menù del giorno, cosa abbastanza normale a Creta. Il ristorante è noto per la cucina di pesce quindi ci orientiamo su: alici alla griglia, involtini di foglie di vite col riso, e contorno di verdure cotte per 21,90 euro complessivi.

26 agosto – Ammoudi

Il vento non ci molla e questo ci porta a scartare le spiagge più lontane. Il rischio di fare un’ora di macchina e poi dover rientrare per il vento è concreto, così rinunciamo a raggiungere Triopetra e Agios Pavlos, a circa un’ora di macchina, ma anche la più vicina Preveli (circa 15/20 minuti più una camminata che allunga i tempi). Preveli è famosa perché suggestiva, alle sue spalle sfocia il Megalo Potamos di cui parlavamo in apertura e questo crea un ambiente particolare. Triopetra e Agios Pavlos a quanto ci hanno detto hanno un mare davvero molto bello. Se ci andate fateci sapere cosa ne pensate!

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Castagnola a Skinaria

Per stare sicuri ritorniamo ad Ammoudi dove ci godiamo il mare e continuiamo ad esplorarne i fondali, ricchi di banchi di pesci gialli e dove abbiamo un incontro con una piccola seppia ben mimetizzata sul fondo e che cerco in tutti i modi di filmare.

La sera per la cena raggiungiamo Myrthios, un paesino sopra Plakias dal quale si domina la baia sottostante e ceniamo alla Taverna Plateia, un bellissimo ristorante con una splendida terrazza aperta verso la baia.

Come benvenuto ci servono pane con salsina di pomodoro e noi ordiniamo polpette con chips di patata e verdure locali con green beans. A fine pasto ci offrono due mini porzioni di torta di latte (milk cake) e l’immancabile raki. Il conto si ferma a 16,20 euro, un ottimo rapporto qualità/prezzo consideranto anche la posizione e la qualità architettonica del locale.

27 agosto – Souda bay e Ammoudi

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La spiaggia di Souda

Ultimo giorno con base a Plakias e terzo giorno ad Ammoudi. In realtà prima abbiamo tentato la sorte provando Souda Bay, ma da una parte il vento davvero eccessivo e dall’altra il mare non pulitissimo non ci hanno convinti a restare. Non che il mare sia sporco, sia chiaro, ma dopo quasi dieci giorni a Creta ci siamo abituati bene e in questa spiaggia, soprattutto il lato ovest, le correnti hanno ammassato un po’ di tutto. Di positivo c’è che i fondali sono piuttosto vivi e qui abbiamo visto numerosi granchi molto colorati e qualche piccola cernia. Dopo circa un’ora torniamo al nostro approdo sicuro di Ammoudi.

Myrthios ha diversi ristoranti interessanti, quindi per la cena decidiamo di tornare per provare la Taverna Dyonissos, in bella posizione con panorama sulla valle e la baia, anche se non a livello di Plateia. Dopo un giro nelle cucine per un’accurata scelta, apriamo la cena con dei crostini di pane con salsa al pomodoro e olio (ottimo, fanno parte del circuito Olive Tastes), poi fiori di zucca ripieni di riso con salsa tsatsiki, polpo con limone e olio, ceci con le verdure, imam (una sorta di parmigiana di melanzane con la feta) spendendo alla fine 19,40 euro.

L’indomani partiamo per l’ultima tappa sulla costa sud del nostro viaggio, tra necropoli, ex comunità Hippie e creature eccezionali.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

1 commento

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  • Creta mi manca! Ma dalle vostre foto vedo spiagge bellissime, mare invitante e tanti bei piatti, quindi mi sa che prima o poi c’è da andarci!
    Il Meltemi purtroppo è sempre un bel problema da quelle parti, ma è anche una caratteristica :-)

    • C’è un posto dove noi siamo stati e voi no!! pappappero! ahahah! scherzi a parte, ne vale assolutamente la pena Fabio! è veramente bella, varia, e con un sacco di bei posti da scoprire. I greci poi sono iper accoglienti e disponibili

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