sul territorio

La pecora garfagnina, il castagno e l’azienda agricola Cerasa

La Garfagnana è un’area geografica dell’alta Toscana oggi in provincia di Lucca ma storicamente legata al modenese. Le vicende storiche e e caratteristiche geografiche della Garfagnana ne fanno una terra unica con tradizioni, cultura e specie animali e vegetali che si trovano solo qui. 

la biodiversità della Garfagnana è un tema che negli ultimi anni è diventato centrale quando si parla di tutela, valorizzazione e promozione, intendendo questo termine nel senso più profondo, perché non si sono salvaguardate solo razze che esistono solo qui, come la pecora garfagnina, ma usi, tradizioni e saperi secolari.

pecora garfagnina garfagnana cerasa pecorino castagne adotta un castagnoIn questo senso Cerasa è uno dei luoghi più significativi della Garfagnana. Situata trova a circa 960 m. s.l.m. nel comune di Pieve Fosciana (LU), la conca di Cerasa gode di un’esposizione ideale a sud-ovest, versante da secoli utilizzato come castagneto, mentre il versante nord è coperto dal bosco di faggio. Cerasa (o Ceraglia) deve il suo nome alla presenza – nel passato – di moltissime piante di ciliegio, a testimonianza del microclima davvero molto particolare di questa zona.

Se oggi Cerasa è un luogo così bello non è però merito solo della natura, ma del lavoro millenario dell’uomo e anche di due personalità illuminate: la prima ha salvato il castagneto che ha oggi ormai più di 300 anni, mentre la seconda la pecora garfagnina.

Il bosco originario di queste valli infatti è il cerreto – carpineto che intorno al XII secolo è stato sostituito con un lavoro immane di sistemazione a terrazze dei versanti ben esposti al sole e di messa a coltura del castagno, pianta originaria dell’Oriente.

Il podere di Cerasa è diventato di proprietà pubblica (Corpo forestale dello Stato) intorno agli anni Trenta. Negli anni Cinquanta i castagneti della Garfagnana vennero tagliati indiscriminatamente e venduti per fornire tannino alla conceria di pelli di Castelnuovo, all’industria farmaceutica e alle costruzioni navali. Le motoseghe erano già pronte a tagliare anche il castagneto di Cerasa quando il direttore dell’allora Corpo Forestale le fermò: un luogo così bello non doveva essere distrutto.

Cerasa è oggi Patriminio Agricolo Forestale della Regione Toscana, in affidamento alla Comunità Montana della Garfagnana, e comprende circa 25 ettari di faggeta, 3 ettari di castagneto da frutto e 7 ettari di pascolo. La Regione Toscana affitta su concessione annuale a contadini e allevatori le proprietà dove c’è alpeggio. Di Cerasa si prende cura la famiglia Cavani, che qui ha la sua azienda agricola.

Questa è una famiglia di allevatori di pecore. Storicamente in queste zone della Garfagnana e dell’Appennino modenese si allevava la Pecora Garfagnina, o Garfagnina bianca (in territorio emiliano chiamata pecora cornella, ma si tratta della stessa razza).

pecora garfagnina garfagnana cerasa pecorino castagne adotta un castagnoNegli anni Sessanta i pastori, in seguito a studi sulla produttività condotti dall’Università sostenuti dalle associazioni di categoria, hanno iniziato a sostituire questa pecora con specie selezionate in funzione della produzione, in particolare la nera massese. L’unico parametro considerato dagli studi era la produttività: non si prendeva in considerazione la resistenza dell’animale, il sapore del latte, cosa e quanto mangiava né di conseguenza quanto costava e quanto rendeva in termini economici.

Negli anni Ottanta (’85-’86) si era mantenuto un unico gregge di pecore garfagnine, che il Corpo forestale aveva mantenuto in purezza prendendo pecore dai diversi allevatori. Negli anni Novanta il gregge di garfagnine è stato trasferito in Abruzzo nel Centro per la salvaguardia genetica delle specie in via di estinzione.

Nel frattempo si inizia a capire che in Garfagnana la massese non va bene, è facilmente soggetta alla mastite, inoltre la garfagnina faceva un latte più concentrato (quindi ne serviva meno per fare il formaggio) e da lei si ricavavano un’ottima ricotta e una lana calda.

Qui entra in gioco Mario Cavani, che nel 2005 con il suo occhio molto attento e un’enorme conoscenza delle pecore ha aiutato a riconoscere tra gli animali del Centro abruzzese quelli col patrimonio genetico garfagnino più puro. Dopo aver riportato in Garfagnana poco più di venti esemplari, nella sua azienda sperimentale in Toscana in cinque anni ha creato il nucleo di pecore da riproduzione, in collaborazione con l’Università di Pisa che ha eseguito una mappatura genetica delle bestie. Oggi in Garfagnana vi sono circa 1.000 pecore garfagnine, un numero veramente basso ma che sta dando vita a una filiera corta di qualità che ha già portato a numerosi riconoscimenti per il formaggio pecorino.

pecora garfagnina garfagnana cerasa pecorino castagne adotta un castagnoCerasa è ora soprattutto un allevamento di animali che vengono venduti per la riproduzione: chi vuole rimettere su l’azienda va a imparare da loro e a comprare le pecore da allevamento. La garfagnina ha destato così tanto interesse che anche da altre regioni ci sono allevatori interessati ad acquistarla. Ma questo non è il significato dell’operazione promossa e portata avanti da Mario: ogni pecora sta bene nel suo territorio, ogni varietà di pecora contribuisce alla biodiversità.

Grazie al progetto europeo V.A.G.A.L. di valorizzazione dei genotipi animali autoctoni, a Cerasa sono stati realizzati numerosi interventi: è stato recuperato l’ovile, dove è stata realizzata una piccola aula didattica; sono stati ricavati 10 posti letto che permettono anche di dormire in azienda, in maniera spartana (due camere da 5 posti letto); è stato costruito un nuovo ovile con caratteristiche di accoglienza migliori anche dal punto di vista sanitario per un maggiore confort degli animali.

Sono anche in corso di realizzazione recinzioni del pascolo con reti antilupo: se dal punto di vista naturalistico l’imponente ritorno del lupo è un grande successo (se c’è un super predatore vuol dire che la catena alimentare funziona), per i pastori è un grosso problema ed è uno dei temi caldi ora in Garfagnana.

pecora garfagnina garfagnana cerasa pecorino castagne adotta un castagnoA Cerasa si può anche mangiare: merende, pranzi e cene sono preparati con i prodotti dell’azienda stessa o della Garfagnana. Qui troverete i piatti più tipici, come i tordelli lucchesi preparati con la verdura selvatica, la polenta di “neccio” e di “formenton“, gli arrosti di agnello, maiale e animali da cortile, salumi e formaggio pecorino, a seconda della stagione e della disponibilità.

La lana, filata e colorata naturalmente, viene utilizzata per produrre tappeti, centri tavola, coperte, calze e cappelli.

È importante sottolineare che il castagneto è una coltivazione, non un bosco selvaggio. Il castagno è un albero che vive secoli ma necessita di un minimo di manutenzione: una potatura e un taglio di rimonta per riportarlo a coltura, e non va fatto crescere troppo perché piante troppo alte o rami troppo pesanti possono causare problemi durante piogge e temporali, con rischio di creare movimenti del terreno.

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Per sostenere l’attività di conservazione del castagneto di Cerasa è possibile adottare un castagno. Il progetto “Adotta un castagno” ha come scopo sostenere il recupero del bosco e far conoscere la storia del castagno in Garfagnana. Ciascuno dei circa 150 castagni ha un nome, l’adozione ha un costo di 75,00 euro all’anno e in cambio si ricevono 5 kg di castagne fresche, farina di castagne e castagne secche, ma soprattutto si contribuisce alla tutela di questo antico bosco e della biodiversità della Garfagnana.

In chiusura vogliamo ringraziare Annarita Rossi de Il bosco di alici e il Calendario del Cibo Italiano per l’occasione che ci hanno dato di conoscere questa bellissima terra.

Per altre informazioni potete contattare direttamente la famiglia Cavani:

Azienda agricola Cerasa,
località Cerasa, Pieve Fosciana (Lu).
Tel. 339/705439220

http://www.cerasa.garfagnana.eu/

 

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

2 commenti

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  • Pensavo che ci fosse pure un encomio al pronto soccorso di Castelnuovo :D spero che nel frattempo l’occhio sia guarito e che Juri si sia tagliato le unghie. A parte gli scherzi grazie mille a voi, avete carpito l’essenza di quel posto magico e fuori dal tempo che è CErasa. Grazie davvero, spero di rivedervi presto.

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