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Madrid

Spagna, atto primo, scena seconda! Dopo qualche giorno a Granada ci siamo trasferiti a Madrid, sempre in pullman, su consiglio del nostro amico Paolo. Il sistema di trasporto stradale interurbano spagnolo funziona molto bene, è più capillare di quello ferroviario e i prezzi sono convenienti. Anche in caso di viaggi lunghi, sono disponibili autobus di categoria alta molto confortevoli (il ché è un peccato dal punto di vista della sostenibilità, e gli investimenti sui treni ci sono sembrati davvero scarsi, tanto che le linee ferroviarie che abbiamo visto non erano nemmeno elettrificate). Le cinque ore di viaggio passate sul pullman ci hanno offerto un assaggio del territorio della Spagna centrale e permesso ai nostri ormai distrutti piedi di riprendersi.

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Il primo giorno in una città mi piace perdermi per le sue vie, senza seguire la mappa e senza avere una meta precisa. La prima impressione su Madrid è stata parzialmente deludente, sembrava un po’ di essere a Milano, ma col clima di Roma: strade un po’ anonime, dove ogni tanto si incontra qualcosa di magari veramente bello.. in realtà la sensazione complessiva è davvero piacevole, ci sono molti spazi verdi, grandi e piccoli, c’è sempre molta gente in giro, e la capillare rete di trasporti pubblici ha ridotto il traffico in circolazione.

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Madrid è una metropoli da più di tre milioni di persone, la città più grande della Spagna e una delle più grandi di Europa, questo ci aveva portato a pensare che le distanze che avremmo dovuto percorrere per visitarla fossero notevoli; in realtà tutto è più vicino di quanto non ci si aspetti, almeno le cose principali da visitare (e dove non arrivavano i nostri piedi arrivava la metropolitana, un servizio veramente capillare dotato di ben 12 linee, alcune talmente interrate che si ha un po’ la sensazione di entrare nelle viscere della terra!).

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Si capisce perfettamente che si è in una metropoli dalla percezione che si può trovare qualsiasi cosa si desideri, oltre a dare un’idea di essere veramente “avanti” e preparata su alcune questioni: si trovano numerosissimi ristoranti e gastronomie vegane, nella via del nostro albergo c’era una pasticceria che vendeva esclusivamente prodotti senza glutine, in moltissimi bar potete chiedere che preparino il vostro dolce o la vostra bevanda con latte di mucca o con latte di soia (soja), con solo un piccolo sovrapprezzo.

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Io ne ho subito approfittato per mangiare i famosissimi churros con il cioccolato in tazza: fa-vo-lo-si!!! I churros sono una specie di frittella, lunga e rigata, serviti spolverati con lo zucchero e solitamente accompagnati alla cioccolata in tazza. La pastella in sé è neutra (farina, acqua, un pizzico di sale e uno di zucchero), tanto che hanno iniziato a farne qualche versione anche salata. Si possono acquistare un po’ ovunque, dalle churrerie ai bar normali ai chioschetti, e si gustano per colazione (soprattutto alla domenica), come spuntino dolce o dopo una notte brava in discoteca.

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A seconda della zona possono assumere una forma e una dimensione differenti, ma rimangono squisiti e dovremo assolutamente provare a rifarli a casa. I churros non sono l’unico dolce “tollerante”: ho scovato anche le palmeras (o palmeritas, dipende dalla dimensione), dolcetti di pastasfoglia zuccherata con una fragrante crosticina che puà essere anche ricoperto di cioccolato e diviene una vera e irresistibile delizia.

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Avevo grosse aspettative su Madrid dal punto di vista del paesaggio e dell’architettura contemporanea, e devo dire che sono rimasta assolutamente soddisfatta. Mi sono innamorata del Madrid Rio, un’opera davvero impegnativa che ha previsto l’interramento di alcuni chilometri dell’autostrada M-30 per realizzare al suo posto questo un parco lineare che affianca il corso del Manzanarre per una decina di chilometri, su entrambe le sponde collegando alcuni parchi periurbani. Nonostante le dimensioni, che metterebbero l’ansia a qualsiasi progettista (60 ettari), sono riusciti a realizzare tantissimi ambienti differenti, in un susseguirsi di luoghi mai ripetitivi, che permettono lo svolgersi di tantissime attività all’aperto differenti, andando incontro alle esigenze di tutti, dai bambini piccoli ai teenagers agli anziani. Le numerose aree gioco, differenziate in base alle età, non hanno le solite attrezzature plasticose ma dei giochi veramente invitanti… ok, lo ammettiamo, qualcuno lo abbiamo provato anche noi, erano irresistibili!

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Tra le altre tappe imprescindibili ci sono la stazione di Atocha, con la botanical rail station di Rafael Moneo e il monumento M-11 in ricordo delle vittime dell’attentato del 11 maggio 2004, “per non dimenticare”. La Plaza Mayor è molto suggestiva ed è rimasta praticamente uguale a quando, all’epoca dell’Inquisizione Spagnola, ospitava gli “atti di fede”, ovvere le pubbliche condanne ed esecuzioni dei poveri inquisiti.

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Tra il la stazione di Atocha e il celeberrimo Museo del Prado (che ospita anche Guernica, di Picasso), si trova il Parque del Retiro, vero polmone verde con al centro un suggestivo specchio d’acqua sul quale si può navigare con piccole barche a remi e che contiene anche un edificio abito ad esposizioni di arte contemporanea e il Cristal Palace, una struttura in ferro e vetro di tipica fattura tardo ottocentesca, eco del ben più celebre omonimo che nel 1851 ospitò a Londra la prima Esposizione Internazionale dell’era industriale.

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Ritornando verso un turismo un po’ più “classico”, i musei sono spesso gratuiti nelle ultime due ore di apertura (ad esempio il Prado dalle 18 alle 20 e il Reina Sofia dalle 19 alle 21). Due ore per visitare questi posti sono veramente niente, ma si riescono a vedere almeno gli “highlights”, e niente impedisce di tornare altre volte! Il centro storico mi è sembrato di dimensioni piuttosto limitate, ma “a portata di piedi” ci sono tante cose di notevole interesse culturale e storico da vedere, in primis i ricchissimi musei e il Palazzo Reale.

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Consigliamo una visita al tempio di Debod al tramonto, un autentico tempio letteralmente prelevato in Egizio e rimontato nel parco omonimo: moltissimi madrileni si ritrovano al tramonto nel parco intorno al tempio per vedere il cielo che si colora e salutare il sole… sarà forse un rituale per iniziare dare il via alla movida?

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Altri posti da non perdere sono i mercados di San Miguel e di Sant’Anton, con le loro atmosfere differenti e le loro mille suggestioni culinarie. Le preparazioni proposte sono fantastiche, la scelta è vastissima anche se i prezzi sono un po’ gonfiati. Lasciatevi trasportare dai colori, dai profumi e dai sapori che troverete, una vera esperienza gastronomica da non perdere.

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Il nostro saluto a Madrid l’abbiamo fatto con una cena al ristorante del National Geographic, sopra lo store sulla Gran Via, unico nel suo genere, almeno nell’Europa continentale. Il menù per veri viaggiatori combina atmosfere differenti all’interno di una cena, talvolta di un solo piatto (noi non abbiamo resistito davanti al piatto “antipasti del mondo”, una vera esplosione di sapori provenienti da tutto il mondo, ma che si combinano alla perfezione). Anche il piatto peruviano di carne che ci hanno portato (di cui non ricordiamo il nome, perdonateci), a base di carne di manzo e verdure, con un piacevole accenno di cumino, era spaziale! Abbiamo apprezzato anche l’atmosfera “lounge”, che si stacca dagli altri locali della città, molto vivi (pure troppo!) e condizionatissimi!

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Come nota quantomeno curiosa possiamo dire che i piatti “italiani”, come il carpaccio di pasta, lascerebbero perplessi molti di voi e viene da pensare quanto possano essere attendibili quelli delle altre cucine… Per il resto, locale da provare, anche per l’ottimo tinto de verano che ci hanno servito! Altro posto dove si mangia bene è il MiniBAR, al 12 di Cuesta Santo Domingo, consigliatissimo anche da tripadvisor, e dove abbiamo fatto la miglior cena madrilena, come rapporto qualità prezzo! Per i pasti veloci avete l’imbarazzo della scelta, ma consigliamo di provare almeno un “Museo del Jamon” e anche una simpatica catena tex-mex dal nome “taco-away”!

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Nelle foto che trovate in questo post, ci sono anche un po’ delle cosine che ci siamo mangiati in giro per madrid, dalle curatissime tapas del mercato di San Miguel, ai churros, alle brioche con jamon del Museo del Jamon, fino al tipico bocadillo con calamares, il panino con i calamari fritti.

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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