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Mangiare (a) Saragozza. Que aproveches!

Il mio appartamento a Saragozza aveva una cucina quasi inutilizzabile; forno rotto e alla quota dei pensili, padelle di recupero di ogni genere in condizioni poco invitanti e piano cottura a induzione a cui non sono abituata. Se aggiungete una considerevole mole di lavoro da svolgere, mi rimanevano quindi poche opzioni: mangiare fuori casa e piatti pronti, oltre ovviamente a tanta frutta e insalata fresche, di cui l’Aragona è ottima produttrice, per fortuna! Non aspettatevi quindi di leggere qui di succulenti piatti spagnoli preparati in casa (per quello rimandiamo alle sperimentazioni che abbiamo in programma di fare a casa), non mancheremo però di farvi “sgolosare” portandovi in giro per i tanti posti dove “mangiare (a) Saragozza”!

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(crocchetta di jamon su crostino di pane con salsa guacamole)

All’inizio ero un po’ in difficoltà per due motivi: primo mi ero data un budget assolutamente ridotto per i pasti (considerando che doveva bastare per due mesi); secondo sono un po’ contraria a sedermi da sola a un tavolino di un bar o, peggio, di un ristorante, perché mi fa un po’ tristezza. Ah, vabbè, poi ovviamente la mia solita intolleranza ai latticini e la poca conoscenza iniziale della lingua completavano il quadretto delle difficoltà. Il mio istinto di sopravvivenza ha suggerito come prima soluzione di andare verso i locali con menù online, purtroppo quasi tutte “catene”, in modo da potermi informare da casa sugli ingredienti dei piatti. In Spagna per fortuna l’utilizzo del burro non è diffusissimo, ma nella cucina aragonese sono molto presenti i formaggi, anche di capra, così come sono molto diffusi i fritti e le salse quindi, se cercate piatti leggeri o vegetariani, dovrete darvi da fare!avrete parecchio da cercare!

Prima di raccontarvi dei locali che abbiamo conosciuto, proviamo a fare un po’ di chiarezza sui termini, ovvero quello che si può trovare in un locale spagnolo:

Tapas

La tapa è una piccola porzione, come ad esempio una crocchetta di prosciutto (croqueta de jamon), un bicchierino di insalata russa (ensaladilla), o una ciotolina di olive (aceitunas). Sotto forma di tapas potete veramente trovarci qualsiasi cosa, verdure, carne, pesce, caldo o freddo.

Il prezzo solitamente varia tra 1 e 2 euro l’una (dipende dal locale, dagli ingredienti e dalla dimensione della tapa) e per un pasto considerate almeno tre tapas. Spesso trovate locali che vi fanno direttamente la “combo” birra (caña) + tapas, anche perché letteralmente “tapas” significa coperchio o tappo: le prime tapas erano infatti fette di pane messe sui bicchieri di vino perché mosche e moscerini non vi cadessero dentro, rovinandolo. Grazie a questa fetta di pane, talvolta condita con prosciutto o formaggio, i bar videro aumentare le ordinazioni.

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(cozza ripiena)

Pinchos

Una variante della tapa sono i “pinchos“, caratterizzati dalla presenza di un “palillo“, uno stuzzicadenti o uno spiedino. La dimensione dello stecchino (altezza o larghezza) definisce la fascia di prezzo del pincho, e il conto viene fatto contando i palillos nel piatto. I pinchos sono tipici di alcune zone della Spagna come i Paesi Baschi o la Navarra, ma a Zaragoza potete trovare sia tapas che pinchos.

Solitamente i pinchos hanno una fetta di pane come base sulla quale potete trovare steso praticamente qualsiasi cosa (una fetta di tortilla, verdure anche ripiene, funghi trifolati, carne, pesce..).

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Raciones

Il termine si potrebbe tradurre con “porzioni”, sono simili ai nostri piatti da self-service e possono essere di taglia normale o “media” (metà porzione). Le più tipiche sono le patatas bravas (o papas bravas), patate tagliate a tocchetti e fritte, servite con salse varie: salsa brava (una salsa di pomodoro) o, più spesso a Zaragoza, le ho trovate con ketchup e maionese a quintali! Sono veramente capaci di ricoprirvi le patate con una uguale quantità di salsa, per cui io ho iniziato a chiederle con salsa a parte, o con molta poca salsa. Altre raciones diffusissime sono le tortillas, gli anelli di calamaro fritti (calamares), all’occhio di bue (huevos revolto) o le uova strapazzate fritte (huevos rotos). Quest’ultima è una preparazione molto tipica, composta da uovo fritto strapazzato con patatine fritte e un altro ingrediente che può essere jamon (prosciutto crudo), gambas (gamberi) o gulas (continuate a leggere per sapere cosa sono) o chistorra (specie di salsiccia).

Avevamo già pubblicato un articolo sulle TAPAS, che ora godrà di una nuova linfa dopo questa esperienza, inoltre dedicheremo presto un articolo a tapas, pinchos e raciones, che se lo meritano!

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Bocadillos e montaditos

Gli spagnoli sono specialisti anche nel fare panini (bocadillos, in slang anche detti “bocata“), solitamente usando un pane tipo baguette. Oltre agli ottimi affettati e formaggi, troverete panini con la frittura di calamari e la salsa ali-oli, il pollo asado, la chistorra (mi perdonino gli spagnoli, ma la descriverei come un chorizo non stagionato) o la tortilla. I prezzi che ho visto variano tra i 3 e i 4,5 euro. Vicino allo studio che frequentavo c’era il New York Cafe (Calle de San Vicente de Paùl 34), con i suoi panini mi son sempre trovata molto bene.

Il montadito è la versione mignon del bocadillo. In altre zone della Spagna il “montadito” è una specie di bruschettina, tanto che il nome deriva da “montar” (mettere sopra), nel senso di cibo sopra al pane. A Zaragoza si tratta praticamente sempre di un vero e proprio panino, fatto con una baguette in miniatura, e il costo è di circa 1 o 2 euro.

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Una vera e propria istituzione in fatto di montaditos è il “100 montaditos“, un franchising spagnolo dove potete trovare una lista di – appunto – 100 panini, oltre ad alcune insalate (niente di light comunque!) e patatine varie. Il posto è molto freuquentato, specie dai giovani, ma ci trovate davvero chiunque, grazie ai prezzi convenienti (in media 1,50 euro a montadito) e alle frequenti offerte (domenica tutto a 1,00 euro, lunedì tutti panini a 0,50!).

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Platos combinados

Diffusi in tutta la Spagna, sono generalmente piatti di forma ovale in cui vengono disposti separatamente più preparazioni: salsicce, bacon, cotoletta, patatine, uovo fritto, insalata, pesce fritto… insomma, tutti alimenti solitamente poco costosi e “sani”!. Noi abbiamo provato un piatto combinato american style al VIPS (altro franchising), in Plaza Aragon: costine con salsa barbecue, patatine e anelli di cipolla. Un piatto era sufficiente per due persone, di buon sapore anche se con un po’ troppa salsa per i nostri gusti. Se volete saperne di più: VIPS.

Le gulas: allergici astenersi

Nella cucina spagnola si è abbastanza diffuso l’uso delle “gulas“. L’origine di questo curioso alimento è legato alle anguille, i cui avannotti  (angulas) sono tuttora utilizzati nelle cucine dei ristoranti di lusso. Il costo delle angulas varia dai 700 ai 1.000 euro al chilogrammo, a seconda della stagione, quindi non potevano entrare nella cucina “domestica”.

Dalla voglia di emulare i ristoranti di lusso sono state prodotte quindi le “gulas“, insipide e biancastre, che richiamano la forma e i colori degli avannotti, ma si tratta in realtà di un impasto a base di farina di pesce (attenzione tra l’altro: contengono glutine, proteine del latte, albume d’uovo, proteine della soia, ecc.. insomma, se avete una qualsiasi allergia o intolleranza, evitatele)!

Ora le “gulas” sono molto diffuse in tutta la penisola iberica e c’è un grande dibattito perché ultimamente si utilizzano per richiamare l’alta cucina, quindi si trovano spesso insieme a pesci nobili come il salmone, mentre invece sono un prodotto di seconda scelta. Insomma, come dire: “Anguille? No, surimi!”

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Tipologie di locali

Oltre ai tapas bar e ai comuni ristoranti, in spagna sono diffuse arrocerias e asaderias. Nei menù potete trovare indicativamente tre tipologie di piatti:

  • primeros platos: zuppe, verdure, ma mi hanno detto che sanno fare molto bene anche la pasta (io non ho mai provato).
  • segundo platos: secondi piatti, molto diffuso è l’agnello (ternasco) :(
  • postres: i dolci, dalle specialità tipiche dell’aragona a dolci ormai “classici” come il tiramisù e la cheesecake.

Molti locali a pranzo fanno un menù completo di primo, secondo e dolce con prezzi attorno ai 10/12 €.

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Le arrocerias sono ristoranti specializzati in riso (arroz) e preparano principalmente risotti e paella.

Sono diffuse anche le asaderie, specializzate in piatti “arrosto”; solitamente ci trovate il pollo, ma è tipica anche la patata asada, tagliata a metà e farcita con olio, sale e pepe (aceite, sal y pimienta) oppure farcita in maniera più ricca con verdure, carne o pesce. Io l’ho assaggiata presso le bancarelle della Fiestas del Pilar. Gli ultimi giorni abbiamo scovato anche un locale (il “Mr. Patata”) specializzato in patate asade, ma quando abbiamo avuto l’occasione di andare a mangiare lì, era chiuso!

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Anche il prosciutto può essere cotto in questo modo (jamon asado) e diventa veramente buonissimo! Le bancarelle del lungo fiume durante il pilar ci hanno deliziato anche con questo.

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Piccolo suggerimento di sopravvivenza urbana: non sempre i locali espongono orari e giorno di chiusura, in tipico stile spagnolo, così come talvolta i locali possono avere più nomi. Aggiungete anche che apparentemente gli esercizi commerciali non hanno civico, quindi quello riportato sugli indirizzi è quello dell’edificio residenziale più vicino. Quindi cui se avete prenotato in un locale e l’insegna a quell’indirizzo riporta un altro nome, non vi preoccupate, è “normale”, entrate e chiedete! Semplice, no?

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

2 commenti

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  • Salve cari cucina tollerante, interessante racconto e ottime gustosità, mi piace imparare nuovi tipi di cucina, congratulazioni, un caro saluto.

  • Grazie Gianni, presto usciremo con altri resoconti dedicati a Saragozza!

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