sul territorio

C’è olio e olio

Qualche mese fa ci siamo iscritti a Magnabook, il social network gastronomico, dove abbiamo trovato molti nuovi amici. Tra questi anche l’Azienda Buondioli che dal 1863 produce olio all’interno del Parco Nazionale del Gargano, in Puglia. Dopo qualche contatto via web c’è stata simpatia reciproca e a marzo avremmo dovuto vederci di persona con Michele Buondioli, che sarebbe passato dalla nostre parti in quel periodo. Purtroppo impegni di lavoro hanno impedito l’incontro ma Michele è stato così gentile da spedirci un consistente assaggio della sua produzione. Premettiamo che noi di olio ne sappiamo ben poco, e che non abbiamo nessun rapporto commerciale con l’Azienda Buondioli, quindi quello che vi riportiamo sono solo le nostre sensazioni da consumatori.

Capture0011

Il pacco conteneva tre bottiglie da 250 ml di olio delle qualità: Denocciolato, Leccino e Frantoio e già la cosa era decisamente piacevole, anche se ci sentivamo un po’ in imbarazzo, sapendo di dover scrivere di un prodotto che, come il vino, nasconde un mondo di esperti e appassionati, con precise regole per la degustazione. Di non secondario aspetto il fatto che l’olio racchiude in se anche la cultura e i saperi della terra di origine, sia essa la Puglia, la Calabria, o il Lago di Garda, per citarne alcune.

Dato che le bottiglie non riportavano nessuna indicazione sulle qualità dell’olio all’interno, non abbiamo potuto iniziare da quello più delicato per arrivare a quello più deciso, ma, per contro, non siamo nemmeno stati influenzati nelle nostre sensazioni. In rete abbiamo trovato qualche consiglio su come degustare l’olio e non senza imprudenza, ci abbiamo provato pure noi. Gli esperti suggeriscono di versare  8-10 gocce d’olio in un bicchiere, scaldarlo un po’ nel palmo della mano e coprendolo con l’altra per concentrare gli aromi. Bisogna poi inspirare profondamente per inalare i profumi.

Per il gusto bevete l’olio del bicchiere e tenetelo in bocca per qualche minuto inspirando aria dalla bocca per ossigenarlo. Il calore e l’ossigeno faranno sprigionare tutto il bouqet di sapori dell’olio.

Al termine del nostro esperimento abbiamo ordinato gli olii dal più delicato al più intenso, almeno secondo noi:

Denocciolato

Odore intenso di oliva matura, sapore rotondo e retrogusto piccante.

Leccino

Ha un odore più delicato rispetto al frantoio, ma sempre vagamente di erba taglaita. Il retrogusto piccante e intenso ma non persistente, più delicato rispetto al frantoio

Olio frantoio

Odore intenso di erba tagliata. Ha un sapore deciso, forte, gusto amaro, piccante e con retrogusto piccante persistente.

Non ci sbilanciamo ancora in abbinamenti, che magari possono essere suggeriti da voi o da Michele in persona.

Possiamo concludere dicendo che ci sono piaciuti tutti e tre, e che ci piacerebbe provare il Frantoio sulla carne griliata, o alla brace, dovrebbe essere molto buono!!

A presto e grazie all’Azienda Buondioli per il gentile omaggio!!

5206 amici sono stati qui 3 amici oggi sono stati qui
avatar

Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

2 commenti

Clicca qui per postare un commento

Ti è piaciuto? non ti è piaciuto? lasciaci un commento!

Non perderti nessun articolo!

Orgogliosi di essere in

Orgogliosi di essere in

Partecipiamo al

Partecipiamo al

Archives

Seguici su:

 

facebooktwittergoogle+pinterestyoutuberss

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: