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Ricette mondiali: il nostro gallo pinto del Costarica

Conosci, comprendi, sconfiggi. Questo il nostro motto per i mondiali 2014, e quale modo di conoscere e comprendere meglio i nostri avversari se non studiando il loro piatto tipico e degustandolo.

Ma il Costa Rica non è dietro l’angolo, noi non ci siamo mai stati, e non è stato semplice scovare loro ricette. Su molti siti, soprattutto di viaggi, abbiamo trovato notizie di un certo “gallo pinto”. Il gallo pinto è il tipico piatto povero dei lavoratori delle piantagioni di banane del Costarica, a base di riso e fagioli neri. Come tutte le ricette tradizionali ne esistono tante varianti quante possono essere le famiglie che lo preparano (e in questo davvero tutto il mondo è paese!).

Di ricette non c’era ombra finché… niente popò di meno che sul sito dell’MTChallenge abbiamo trovato una meravigliosa ricetta di gallo pinto preparata da Eleonora Colagrosso del blog Burro e Miele, che in Costa Rica ha vissuto diciotto anni. Eleonora racconta moltissime cose sul gallo pinto, vi consiglio di leggere il suo articolo e di provare la sua ricetta… ma poi tornate anche da noi per la nostra versione finger, perfetta per seguire la partita alle 18 di venerdì!!!

gallo pinto costarica

La paternità del piatto è contesa tra Costarica e Nicaragua, anche se piatti a base di riso e fagioli sono una costante in tutta l’America Centrale e Meridionale e non si esclude nemmeno un’origine ancora più remota, legata agli schiavi africani giunti tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo. Anche l’origine del nome, come molte tradizioni, ha almeno tre spiegazioni: la prima legata al colore del piatto, bianco maculato di nero (pinto), mentre “gallo” oltre ad indicare l’animale, indica anche tutti i tipi di piadina o tortilla farcita, perché in origine questa preparazione era consumata su una tortilla, non in un piatto. Questa è l’ipotesi più accreditata, poi c’è quella legata all’animale; il gallo pinto è una razza molto aggressiva usata per i combattimenti, quindi mangiarlo significava acquisirne la forza. Infine c’è la leggenda, legata alla cena organizzata da un ricco possidente terriero che voleva servire a tutti un gallo pinto fatto ingrassare per l’occasione. Non bastando per tutti, le cuoche prepararono riso e fagioli neri per tutti.

gallo pinto costarica

Gli accompagnamenti a questo piatto sono i più diversi, così come le cotture del riso, perciò anche noi ci siamo sentiti liberi di presentare anche la nostra personalizzazione di questa ricetta. L’idea di presentarla nel bicchiere è legata all’idea di finger food/monoporzione, inoltre ci piaceva avere una preparazione colorata, bella da vedere e invitante all’assaggio. Ultima variante, abbiamo eliminato la panna acida per motivi di intolleranze alimentari, sostituendola con una guacamole resa più acida del solito da una abbondante spruzzata di limone.

gallo pinto costarica

La nostra ricetta si basa sull’uso del riso selvatico, a chicco lungo ma di origine centro/nord americana, oltre ad avere un aspetto rustico e un colore variegato. A questo abbiamo aggiunto il peperone e il peperoncino per dare colore, profumi e sapori. La panna acida, dopo un fallito tentativo di realizzarla in casa partendo dalla panna di farro, è stata sostituita da una guacamole semplificata, che ha aggiunto la nota verde alla base del bicchiere, sulla quale abbiamo steso il riso. Sopra il riso abbiamo messo i fagioli neri e, infine, appoggiato un uovo di quaglia all’occhio di bue, e il gioco è fatto.

Il nostro gallo pinto del Costarica

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gallo pinto costarica

Per una cena per 2 persone o 8 bicchierini:

  • 100 g di fagioli neri
  • 100 g di riso long & wild
  • 3 spicchi d’aglio
  • origano
  • mezza cipolla
  • una falda di peperone rosso
  • 1 uovo di quaglia a testa
  • panna acida o guacamole (vi consiglio di renderla un po’ più acida aggiungendo una abbondante spruzzata di limone)
  • un pizzico di sale
  • olio e.v.o.

1. Preparare i fagioli

Come prima cosa mettete i fagioli neri in ammollo: devono rimanerci almeno 12 ore. Cuocerli in abbondante acqua e a fuoco lento con due spicchi di aglio e abbondante origano; devono risultare morbidi ma non disfarsi. Meglio consumarli il giorno successivo alla cottura.

2. Preparare il riso

Anche il riso è meglio prepararlo il giorno prima. In una padella larga e antiaderente versate un filo d’olio, 100 grammi di riso e 100 ml di acqua. Cuocete a fuoco bassissimo finché il riso non sarà di vostro gradimento (c’è chi lo prepara al dente, chi molto cotto… a voi la scelta).

3. Saltiamo!

Ora saltiamo in padella la cipolla tritata finemente, il peperone scubettato, l’aglio finissimo, in olio e.v.o. Quando i peperoni iniziavano a prendere la cottura, ho aggiunto il riso e ho fatto saltare tutto insieme.

4. Nel bicchiere!

Mangiandolo dal bicchiere, la rottura dell’uovo in superficie permette di mescolare i sapori e la parte grassa dell’uovo smorza un po’ la sensazione di piccante del condimento del riso.

Eleonora consiglia di mangiare caldo, noi abbiamo apprezzato anche a temperatura ambiente.

Come accompagnamento abbiamo usato delle fettine di piadina che abbiamo preso da “Fresco Piada” a Golosaria 2014 Riccione. L’abbiamo scaldata in padella con un filo di olio e.v.o. per farla diventare croccantina.

E anche la Costarica l’abbiamo cucinata, adesso non ci resta che papparcela! Forza Azzurri!!!

 

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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