viaggi

Saragozza 01 _ lifestyle in Zaragoza

Saragozza (Zaragoza in spagnolo) è il capoluogo dell’Aragona, ed è una città meravigliosa! Ho sempre amato la Spagna, è la nazione straniera di cui ho visitato più città e mi sono sempre piaciute molto: l’architettura, il cibo, lo stile di vita… Finalmente ho avuto la possibilità di passare circa due mesi in questa città e posso dire che si sta veramente bene. Certo non è tutto perfetto, purtroppo la crisi economica si sente anche qua, ma nel complesso è fantastica.

DSC_0362

DSC_0437

Raccontarvi una città in poche righe è dura, quindi abbiamo deciso di parlarvene secondo diversi punti di vista, cominciando proprio da come si vive a Zaragoza In questo primo articolo parliamo di lifestyle o estilo de vida, per dirlo alla spagnola!

DSC_0279

Il primo aspetto con la città è stato molto buono, da architetto ho apprezzato il buon equilibrio tra edifici residenziali, commerciali, spazi e verde pubblico. Ad ogni angolo puoi trovare un supermarket, un negozio, un ristorante, un bar… Girare a piedi per Zaragoza è piacevolissimo (e ve lo dice una che ha fatto una media di 20 km al giorno di camminate, girando tutti i quartieri della città). Le strade, con i marciapiedi così larghi, sono spesso attrezzate con sedute, piccole aree gioco negli slarghi, e gli immancabili tavolini dei bar. Difficilmente in una strada si è soli, poi ci sono tante vetrine da guardare e alberi che ombreggiano i larghissimi marciapiedi, tanto larghi che in molti qui girano con pattini, rollerblade e skateboard, senza dare fastidio ai pedoni. Piccola pecca: solitamente i marciapiedi e la pista ciclabile coincidono e soprattutto nelle strade più frequentate non deve essere semplice per ciclisti e pedoni! Il centro storico – “casco historico” – è fin troppo vissuto, tanto che i residenti l’hanno soprannominato “casco histerico“. Gli orari dei pasti sono molto “spagnoli”: si pranza verso le 14 e si cena tra le 21 e le 22 (molti ristoranti aprono alle 21). Il prezzo della birra si aggira tra 1 e 2 euro per una caña (equivalente a una birra piccola) e spesso dà diritto a una tapa gratuita.

Se volete uscire dal caos della movida, potete sempre rifugiarvi sulle rive dell’Ebro, il fiume principale che attraversa la città, o sui paseos che affiancano le sponde dei canali. Parte della sponda nord del fiume è stata ampiamente riqualificata in occasione dell’EXPO 2008, tenuto a Saragozza e dedicato all’acqua, tema che ha guidato la riqualificazione della zona. La passeggiata lungofiume è lunga e piacevolissima, sulle sponde dei canali ci si proietta in una dimensione completamente differente. Sempre per restare in tema, in prossimità del recinto dell’expo è stato costruito il Parque de l’agua, un grande parco dedicato all’acqua, dove il paesaggio artificiale cerca di ricreare un ecosistema naturale con discreto successo. Al suo interno si possono svolgere tantissime attività acquatiche, con acqua deviata dall’Ebro e restituita al fiume al termine del parco. Un torrente artificiale, ad esempio, permette di fare rafting su emozionanti rapide a due passi dal centro, oppure è possibile noleggiare kayak o barchette a remi e avventurarsi per i canali e gli stagni ricchi di pesci, vegetazione e uccelli acquatici. È presente anche un percorso avventura con ponti tibetani e passaggi aerei e un maneggio. Nella zona più vicina al fiume si trovano un giardino acquatico, uno spazio ricreativo con spiaggia e piscina e due padiglioni verdi per ricevimenti e cerimonie. Il tutto è immerso in un grande parco alberato e le diverse attività sono sufficientemente distanti per non disturbarsi a vicenda o rovinare l’atmosfera di rilassamento che pervade la zona. Insomma, un bel parco divertimenti senza “effetto Gardaland”!

Saragozza è dotata anche di un anello verde intorno alla città che nelle prossime settimane voglio percorrerlo in bicicletta. Il lungofiume, i parchi e spesso anche le strade, oltre ai giochi per i bambini, accolgono attrezzature per fare sport all’aperto e sono veramente sfruttate, dai ragazzi come dagli anziani. A volte, quando non c’è lo spazio per inserire queste attrezzature, sono stati semplicemente aggiunti dei pedali sotto le panchine: cosa c’è di più bello di fare sport gratuitamente, all’aria aperta, chiacchierando con l’amica che pedala sulla sedia accanto alla tua?

DSC_0398

Quando non ci sono spazi attrezzati “ufficiali”, realizzati dall’Ayuntamento, troviamo tante aree svago “spontanee” (anche semplicemente le linee di un campo da gioco disegnate sull’asfalto) gestite dalle tante associazioni di vicinato attive in città, dove tantissimi bambini e ragazzini al pomeriggio dopo la scuola, si ritrovano per giocare insieme, dalle 17 alle 20.30, anziché stare attaccati al computer o ai videogiochi.

DSC_0446

Spostarsi in città è davvero facile: i bus sono frequenti e capillari, il biglietto costa 1,35 € a viaggio ma con la tarjeta ricaricabile il costo scende a circa la metà; la nuova tranvia collega il nord al sud della città con un tracciato quasi completamente in sede propria, quindi non risente del traffico. Se invece volete muovervi con le vostre forze, c’è una vasta rete di ciclabili e i viali principali hanno alberi, ampi marciapiedi e aree pedonali che rendono veramente piacevole passeggiare.

DSC_0131

Passeggiando per Saragozza però, ricordatevi di portarvi una giacchetta a prova di vento, e a volte anche una zavorra, perché il vento non manca mai! Io non sono per niente abituata al vento: i primi giorni di settembre apprezzavo molto la brezza, che alleviava i 30° e rendeva piacevolissimo andare in giro. Spesso però la brezza si trasforma in un vento costante sopra ai 30 km/h, con raffiche ai 60 km/h (e fa ancora bel tempo, non voglio immaginarmi d’inverno!).

DSC_0130

Lifestyle però è anche cucina e, almeno per la parte “attiva” della faccenda la situazione è un po’ meno meravigliosa! La mia sistemazione in città non è male: ho una camera da letto assolutamente decente, in un appartamento spazioso, vicino al centro e ben servito dai trasporti. La cucina però è praticamente inutilizzabile. Il mio proposito iniziale era quello di provare a sperimentare nuove ricette con i prodotti locali, oltre che ad apprendere le preparazioni tipiche e provare a rifarle a casa. Immaginavo che non avrei avuto tanto tempo, ma magari un piatto a settimana sarei riuscita a farlo. Questo però prima di vedere la cucina: sarà che io ormai sono abituata bene, quando cercavamo l’appartamento da affittare, abbiamo sempre fatto attenzione alla cucina e quella che abbiamo mi soddisfa molto in più, negli anni, mi sono costruita la mia piccola “artiglieria” di pentole, coltelli e attrezzi vari. Qui invece il forno non funziona, le padelle più resistenti hanno la consistenza delle teglie di stagnola usa e getta e, essendo tramandate di generazione in generazione di ex inquilini, hanno una patina di unto che cancella qualunque intenzione di cucinare (…e di provare a lavarle, servirebbe una idropulitrice… o forse un lanciafiamme!). La prima settimana in casa sono sopravvissuta a pane, hummus, olive, insalata, melone bianco e qualche fetta di jamon. Poi ho lavato la padella che mi sembrava più salvabile, ma arrivo al massimo a “ricette che hanno bisogno di massimo 5 minuti di cottura e alimenti che anche se rimangono un po’ crudi non ti ammazzano”. Capite che non sono ricette pubblicabili su un blog di cucina!!

DSC_0616

La cucina aragonese presenta gli aspetti e i sapori tipici della cucina spagnola: è una cucina, forte, diretta, nutriente, ma semplice. Tra i piatti tipici il pollo al chilindrón e il bacalao ajoarriero, emblemi della cucina aragonese, a base di pollo o baccalà, e preparati con verdure dell’orto come peperoni, pomodori, cardi, zucchine, cipolle, fagiolini e borragine. A questo aggiungiamo che l’Aragona non è un buon posto dove vivere se siete un agnello!! Altri piatti tipici sono il pisto  aragones, la crema de borrajas, las migas e la tortilla de salmone e le preparazioni a base di pesce d’acqua dolce come anguilla e trota. Purtroppo non abbiamo ancora assaggiato nessuna di queste specialità, rimandiamo quindi ogni considerazione a dopo la prova. L’Aragona ha anche una buona produzione di frutta e verdura, dove spiccano pere e pesche.

DSC_0272

Ho sempre amato la cucina spagnola, e ogni tanto avevo provato a fare qualche piatto, più o meno riuscito. Avevo provato a fare la salsa ali-oli, ne era uscita una cosa veramente pessima, sia nel sapore che nella consistenza. La salsa ali-oli che ho assaggiato qui invece è delicata – certo, sa di aglio e terrebbe lontano anche un vampiro raffreddato – però ha un sapore piacevolissimo e una consistenza leggera. Questa dovrò assolutamente provare a rifarla una volta arrivata a casa. Si utilizza molto nei panini (bocadillos), diffusissimi in Spagna, che io ho visto fare soprattutto con un pane tipo baguette, e che qui vengono preparati anche in una versione mignon chiamata montadito. La Spagna è famosa per i suoi affettati (in particolare lo jamon, il chorizo e il lomo), che nei bocadillos o nei montaditos possono essere accompagnati dalle tortillas, una frittata di patate e cipolle. Io amo molto anche tutta la famiglia dei panini con il pollo asado, un “pollo arrosto con aromi” affettato che si può accompagnare con la salsa ali-oli e/o cipolle (nello specifico cebolla crujiente, che devo ancora capire esattamente cosa sia). Altro tipico bocadillo, mangiato anche a Madrid, è quello con i calamari fritti e la salsa ali-oli.

DSC_0392

Il pranzo solitamente lo faccio fuori casa e se siete in giro e avete poco tempo per il pranzo, Saragozza offre tante possibilità per un pasto veloce. Cercando un po’, si riesce a mangiare bene spendendo davvero pochissimo. Sto quindi assaggiando attentamente a poco a poco tutti i fantastici sapori spagnoli. L’intenzione è quella di prendere note e appunti, poi una volta tornata a casa sperimentare fino ad ottenere un risultato accettabile. Per quanto riguarda la colazione invece sono diventata assuefatta alle palmeras (o palmeritas nella versione mignon), un dolcetto di pastasfoglia zuccherata e croccante, che può essere rivestito di cioccolato.

DSC_0349

4728 amici sono stati qui 1 amici oggi sono stati qui
avatar

Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

4 commenti

Clicca qui per postare un commento

Ti è piaciuto? non ti è piaciuto? lasciaci un commento!

  • Bellissimo post, complimenti per le foto e per il racconto, si capisce come sia una città moderna e vivibile, il problema delle bici, comunque si presenta purtroppo in quasi tutte le grandi città, qui in italia poi nelle piccole città le piste ciclabili sono un optional, visto la pericolosità in alcuni punti, per quanto riguarda la cucina, peccato, però dai, ti rifarai al ritorno, intanto potresti fare la critica gastronomica, facendo post sui locali che più o meno ti sono piaciuti…

    • Per ora ho imparato ad andare a mangiare fuori da sola, non è stato semplice :P Qualche locale da consigliare ce l’ho, non mancherò di segnalarveli!! Grazie mille, a presto!!

  • Ciao, descrizione bellissima ed esaustiva! So che il post è di qualche anno fa ma vorrei farti qualche domanda.. Devo partire con il mio ragazzo a Zaragoza per sei mesi e non abbiamo ben capito quale sia la zona migliore per alloggiare. Abbiamo puntato subito al casco historico ma ho notato che ci sono tre zone: San Pablo, Alfonso e La Magdalena. Alfonso sembra essere il centro del centro quindi ha gli affitti più cari e si aggiunge anche il timore che sia troppo movimentata; La Magdalena sembra una bella zona ma le case sono letteralmente volate via e rimangono poche scelte; invece a San Pablo abbiamo trovato appartamenti anche molto graziosi a poco prezzo, la domanda è perchè? C’è qualcosa sotto? ;( Spero tanto di ricevere una tua risposta :)

    • San Pablo è un quartiere piuttosto difficile, è stato oggetto di numerosi interventi di riqualificazione negli ultimi anni molto efficaci ma ancora non risolutivi. Inoltre molte case versano ancora in un cattivo stato di manutenzione. Quindi sì: c’è un motivo per cui gli affitti costano così poco!

Non perderti nessun articolo!

Orgogliosi di essere in

Orgogliosi di essere in

Partecipiamo al

Partecipiamo al

Archives

Seguici su:

 

facebooktwittergoogle+pinterestyoutuberss

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: