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Tempura di pescegatto

Ovvero, come complicarsi la vita con un pesce!

Il pescegatto è un pesce d’acqua dolce tipico delle acque relativamente ferme di fiumi e laghi. È un predatore/spazzino che vive sul fondo e pur essendo ormai ritenuto un pesce “nostrano”, e spesso viene definito in questo modo per distinguerlo da quelli americani o africani, decisamente più grandi, il “gatto” col dorso scuro e la pancia gialla, è una specie alloctona, introdotta in Italia agli inizi del ‘900, non senza qualche conseguenza sulle specie autoctone come la tinca, con la quale condivide l’habitat.

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Le sue carni sono bianche e molto saporite. Un difetto che si può riscontrare nel pescegatto è un retrogusto di terra che caratterizza gli esemplari che vivono su fondali fangosi, ma di solito quelli acquistati sui banchi o pescati “nei posti giusti”, ossia canali con fondali sabbiosi, ad esempio, non hanno nessun sapore sgradevole. In compenso è privo di squame, quindi non dovrete perdere tempo a levarle. Un’importante avvertenza: il pescegatto è dotato di 3 aculei, uno alla base della pinna dorsale e due sulle pettorali. Il primo è velenoso, non letale ma doloroso, quindi attenzione nel maneggiarli!

In pianura Padana il pescegatto si mangia da sempre, e il modo più diffuso di cucinarlo è friggerlo intero, dopo averlo privato di testa, viscere e pinne. La struttura del pesce è decisamente robusta, quindi lo sfilettamento è molto difficile, se non impossibile/inutile, da qui il sottotitolo di questo articolo!

Siccome volevamo provare a presentarvelo in maniera diversa, con un approccio da “street-food”, abbiamo provato lo stesso a sfilettare il pesce e a farne delle striscioline da passare poi nella tempura e friggere. Se vi state chiedendo cosa centri il pescegatto con la frittura giapponese, vi possiamo dire che nella mitologia nipponica si parla di un enorme pescegatto che sarebbe in grado di scatenare terremoti, quindi le due cose non sono poi così lontane!

Tempura di pescegatto

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Per la pastella:

  • 2 tuorli
  • 400 cc di acqua fredda frizzante
  • 180 g di farina tipo “00” + eventuali aggiunte (o in alternativa farina di riso)
  • 40 g di maizena
  • olio di semi di arachide per friggere

Per questa preparazione vi consigliamo di avere una schiumarola, una pinza per alimenti, una griglia dove far asciugare il fritto e un wok o altra padella adatta alla frittura.

Uno dei trucchi fondamentali per una perfetta tempura è che la pastella sia (e rimanga) fredda. Assicuratevi che l’acqua e l’uovo siano in frigorifero e prima di fare la pastella preparate il pescegatto. Spolverate il pescegatto con la maizena.

Mescolate insieme tutti gli ingredienti per fare la pastella, senza amalgamare troppo, qualche grumo deve esserci! La pastella risulterà probabilmente un po’ liquida, ma considerate che la farina che avete messo sulle verdure contribuirà ad addensare la pastella. Nel caso non basti e vi sembri che il composto sia ancora troppo liquido, aggiungete pure farina o maizena.

A questo punto possiamo iniziare a friggere: in un wok (o in una padella adatta per i fritti) facciamo scaldare l’olio e dopo pochi minuti ne controlliamo la temperatura attraverso una goccia di pastella: deve affondare e fermarsi a metà (170°).

Nel frattempo iniziamo a tuffare gli alimenti nella pastella; quando l’olio è in temperatura facciamo entrare gli alimenti nell’olio (non buttateli, accompagnateli dolcemente!) e li gireremo a metà cottura.

Una volta pronto il fritto, scolatelo bene con la schiumarola e mettetelo su una griglia con sotto un foglio di carta assorbente, in modo che sgoccioli ma resti croccante.

Il risultato è stato davvero sopra le aspettative, il pescegatto fritto è spettacolare e la tempura è un ottimo modo per friggerlo!
Dato che siamo nella settimana del pesce low-cost, vogliamo sottolineare che noi abbiamo pagato questo pesce ben 2,0 (DUE) euro al chilo!!!

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Pensacuoca e Fotomangio

Gli articoli di Pensacuoca e Fotomangio sono quelli scritti a quattro mani. La maggior parte dei nostri articoli nasce così, dopo lunghe trattative su tutto. Lui è preciso, ha un ottimo palato e la pazienza per settare correttamente la macchina fotografica. Lei è quella creativa ma scapestrata.

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